venerdì 30 dicembre 2011

AUGURI A CHI MI SEGUE!

Faccio i miei migliori auguri a quanti hanno dedicato del tempo alla lettura dei post inseriti, in questi mesi, nel blog. Certo, il bilancio è scarno: 1 solo follower ed un altro lettore, scomparso, ma che, a suo tempo, lasciò un commento. Che dire? Mala tempora currunt...
E gli studenti? Ci siete almeno voi?? State lavorando?




giovedì 29 dicembre 2011

TERRITORI E RAZZIE. L'ANNO DELL'ACCAPARRAMENTO DELLE TERRE. Articolo di Edoardo Vigna, IL CORRIERE DELLA SERA, 29 dicembre 2011

La «razzia delle terre» praticata dalle multinazionali occidentali ma anche da Brasile, India, Cina, Russia


CINA E TERRITORI AGRARI. PASCUCCI A., La privatizzazione di terre farà esplodere tutto il Paese. Dialogo con He Xuefeng, IL MANIFESTO, 21 dicembre 2011

Negli ultimi 20 anni oltre 250 milioni di cinesi hanno lasciato le campagne per andare a lavorare in città, scomponendo i connotati sociali del paese. La vecchia classe operaia è stata sostituita da un esercito di nongmingong, contadini lavoratori, nuova classe dai contorni ancora indefiniti, mentre l'abbandono dei campi da parte dei più giovani ha stravolto il mondo contadino, Infine l'intensa urbanizzazione, avvenuta a spron battuto, ha fatto delle campagne vicine alle città un terreno di battaglia tra interessi contrastanti, in cui la terra è diventata fonte di accumulazione originaria del capitale, anche per i contadini.

CINA E TERRITORI AGRARI. PASCUCCI A., I campi di battaglia dei contadini cinesi, IL MANIFESTO, 21 dicembre 2011

Heping, il Villaggio della Pace, è sul piede di guerra sotto il sole pallido di una mattina autunnale. Una ventina di anziani seduti sui loro banchetti di legno hanno bloccato lo stradone sterrato in costruzione fermando, insieme al traffico normale, una teoria di camion che portano cemento e materiali al vicino cantiere. E' un caos in cui solo i vecchietti stanno quieti e irremovibili, stretti nella loro catena umana mentre intorno si agita un formicaio impazzito in cui si mescolano gli abitanti del villaggio, gli autisti esasperati dall'enorme ingorgo, i passanti curiosi e la polizia, quella che si mostra, in divisa, e quella in abiti civili. che osserva e prende nota.

COREA DEL NORD. DESAI P., La fame della Corea del Nord, IL MANIFESTO, 21 dicembre 2011

La successione al vertice del potere in Corea del Nord occupa le prime pagine della stampa internazionale e i bollettini dei centri di studi strategici - dove le parole chiave sono stabilità politica, ruolo dei militari nell'equilibrio di potere, rischi di escalation nucleare. Ma c'è un altro aspetto della vita nord-coreana che dovrebbe attirare qualche attenzione: ed è la produzione di cibo, lo stato dell'economia rurale, e il livello generale di nutrizione nel paese che esce da ripetute carestie. Di questo si occupa un rapporto diffuso meno di un mese fa dalla Fao e dal Programma Alimentare Mondiale (l'agenzia dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura e quella per le emergenze alimentari). Il rapporto indicava che il raccolto annuale 2011 nella Repubblica democratica popolare della Corea è stato migliore rispetto all'anno precedente, ma lo stato generale della nutrizione, soprattutto dei bambini, resta assai precario (vedi www.fao.org/docrep/014/al982e/al982e00.htm).

NIGERIA. PETROLIO E INQUINAMENTO. FORTI M., Nigeria, un'altra marea nera, IL MANIFESTO, 27 dicembre 2011

È la più grande marea nera da un decennio, nel golfo di Guinea. Si tratta di 40mila barili di greggio dispersi dal campo petrolifero offshore di Bonga, gestito da Shell Nigeria: lo ha confermato la stessa multinazionale anglo-olandese, che qualche giorno prima di Natale ha annunciato la temporanea chiusura dell'impianto, 75 miglia al largo del delta del Niger, sospendendo la produzione di circa 200mila barili al giorno. Secondo Shell Nigeria l'incidente è avvenuto il 20 dicembre «nel corso di operazioni di routine di trasferimento del greggio su una petroliera»; la fuga è stata individuata in una conduttura che è stata poi chiusa e depressurizzata, interrompendo il flusso del petrolio; la chiusura di Bonga quindi è stata «una misura precauzionale».

lunedì 26 dicembre 2011

ITALIA/MILANO. ILARI S., Spostarsi a Milano con l'idea pazza di lavorare nella moda, IL CORRIERE DELLA SERA, 26 dicembre 2011

Finché studiavo paradossalmente lavoravo di più che appena conseguita la laurea”. Gioia Corazza, fashion designer e illustratrice ventisettenne, originaria di Porto Sant’Elpidio nelle Marche, racconta così i suoi inizi: “Quando mi presentavo ai colloqui era un continuo susseguirsi di risposte dai toni falsamente amareggiati, del tipo:Mi scusi ma non cercavamo laureati…’. Come se fosse una categoria professionale! Immagino che il problema fosse dato dall’eventuale costo che avrei apportato alle aziende. In seguito, ho trovato un lavoro nel settore calzaturiero. Prendevo duecento euro ogni quattro mesi, senza essere assicurata. Facevo orari allucinanti.”

LETTERATURE E CITTA'. LILIN N., Il respiro del buio, Einaudi, 2011

"Sceso dal treno ho fatto un giro a piedi per la mia città. Sembrava un posto diverso, sconosciuto, con quelle facciate che erano disperate imitazioni dei grattacieli di cristallo di New York. Da ogni angolo spuntavano strutture di dubbia qualità architettonica in cui abbondavano vetro, plastica, silicone ed alluminio bianco, che si sporcava subito: l'effetto complessivo era quello di una clinica veterinaria di provincia.

Anche le facce delle persone erano cambiate in peggio: prima incrociandoti ti guardavano negli occhi, ti salutavano, si sentiva la vicinanza, l'unione, l'appartenenza alla comunità, ora erano tutti "individui liberi" e si comportavano da perfetti abitanti di un'isola deserta, ognuno con lo sguardo fisso all'orizzonte, oppure ai propri piedi. Sentivo addosso una carica micidiale di odio: l'odio mi consumava da dentro, portandomi a disprezzare tutto".

mercoledì 21 dicembre 2011

TERRITORIO E MOBILITA' SOSTENIBILE. CIANCIULLO A., Ma quale mobilità sostenibile: Italia bocciata su tutti i fronti, LA REPUBBLICA, 21 dicembre 2011

CAR SHARING, bike sharing, mobilità alternativa. Se i problemi del trasporto pubblico potessero essere risolti con le parole, l'aria delle città italiane sarebbe pulita come quella degli alpeggi: l'offerta è varia e abbondante. Ma se si va a verificare cosa c'è dietro il lifting verbale arriva la sorpresa. A Roma le auto condivise (car sharing) sono 105 per 2,7 milioni di abitanti: difficile immaginare che, con tutta la buona volontà, possano essere una soluzione per il traffico. Sempre a Roma le biciclette condivise (bike sharing) sono 120, sempre per 2,7 milioni di abitanti.
"Con questi numeri come aspettarsi una soluzione ai problemi?", si chiede Lorenzo Bertuccio, direttore di Euromobility, l'associazione che ha curato l'edizione 2011 dell'indagine sulla mobilità sostenibile 4 nelle principali 50 città italiane.

domenica 18 dicembre 2011

USA-MESSICO. TERRITORI E MONOPOLI. GIOANETTO F., Monopoli nella Baja californiana, IL MANIFESTO, 15 dicembre 2011

Un altro «progetto verde», o presunto tale. Si tratta dell'azienda energetica Sempra Energy, una multinazionale statunitense con sede in California, che ha in progetto di espandere le sue attività in tutta la penisola messicana di Baja California Sur. In Messico l'azienda Usa è già nota, e contestata, per le sue centrali termolettriche vicine alla città frontaliera di Mexicali e all'inquinante fabbrica di gas naturale in Ensenada.


Dunque Sempra Energy la settimana scorsa ha ottenuto una nuova licenza per continuare a produrre elettricità in territorio messicano, da esportare nel sud della California statunitense. In particolare, potrà costruire quattro nuove centrali eoliche nelle zone montagnose di Jacume, La Rumorosa, Cordillera Molina e Sierra de Juarez, impianti che occuperanno 294.000 ettari di terreni desertici.

TERRITORI E HOMO SAPIENS. VECCHI B., L'innocenza perduta dei 'sapiens'. Intervista con Spencer Wells, IL MANIFESTO, 14 dicembre 2011

La presenza umana sulla terra pone con forza la necessità di modificare un modello di sviluppo che distrugge risorse e determina la scomparsa di molte specie viventi. Allo stesso tempo lo sviluppo della genetica mette in rilievo la responsabilità degli scienziati nel loro lavoro di ricerca. Un'intervista con l'autore del volume «Il seme di Pandora», pubblicato da Codice edizioni.

INDIA. TERRITORI FRA STRADE E MINIERE. DESAI P., La nuova frontiera del ferro, IL MANIFESTO, 14 dicembre 2011

La chiamano «Tata road», dal nome del ben noto gruppo industriale indiano. Ed è un'ottima strada, per gli standard dell'India rurale: larga, quasi tutta asfaltata. Collega una zona di miniere di ferro sulle montagne del Jharkhand, stato centro-settentrionale dell'India, alla cittadina industriale di Jamshedpur, così chiamata dal capostipite della famiglia Tata (Jamshed-ji) che nel 1906 ha fondato qui le prime acciaierie del subcontinente indiano. Siamo nella regione indiana chiamata mineral belt perché è formata da montagne rocciose non alte - poche superano appena i 1.000 metri - ma piene di ferro, bauxite, carbone, diamanti, oro.

sabato 17 dicembre 2011

TERRITORI E RISORSE. CRUCCU M., Kazakistan, la rivolta del petrolio fa 10 morti, IL CORRIERE DELLA SERA, 17 dicembre 2011

MILANO- In mezzo a vicini assai tumultuosi, era considerato un bastione di stabilità e (apparente) prosperità. Non è più così per l'immenso e stepposo Kazakistan, grande nove volte l'Italia e ricco di giacimenti di petrolio nella sua porzione di Mar Caspio.


martedì 13 dicembre 2011

CITTA' INTELLIGENTI. NUOVI PROGETTI PER CITTA' VIVIBILI, di C. Infante, L'UNITA', 8 dicembre 2011

Stanno emergendo diversi progetti europei, rivolti alle cosiddette smart city: città più intelligenti perché più sostenibili ed efficienti e fondamentalmente capaci di valorizzare la partecipazione attiva dei suoi cittadini, residenti o fluttuanti che siano.

Questo è uno degli otto punti chiave del documento degli Stati Generali dell’Innovazione contro lo “spread digitale” rivolto al Governo Monti.
Link utili Gli otto punti chiave del documento degli Stati Generali dell’Innovazione contro lo “spread digitale”
http://www.statigeneralinnovazione.it/online/wp-content/uploads/2011/11/SGI-otto-azioni-contro-lo-spread-digitale_V3_29Nov.pdf
progetti europei su smart cityhttp://www.smart-cities.eu/
il dibattito aperto sul Forum della Pubblica Amministrazione
http://saperi.forumpa.it/story/42038/smart-city-siamo-pronti-immaginare-citta-piu-intelligenti

domenica 11 dicembre 2011

MILANO. UN PROGETTO SULLA CITTA'. Intervista a due dei progettisti, Giorgia Lupi e Stefano Mirti

Il testo di una intervista su di un progetto che ha interessato la città di Milano



CLIMA E ACCORDI. ROSASPINA E., E Durban trova l'accordo «imperfetto», IL CORRIERE DELLA SERA, 11 dicembre 2011

DURBAN – Alle 4.44 del mattino, ora di Durban, il martelletto di Maite Nkoana-Mashabane, ministro degli Esteri sudafricano, ma per tutti "Madam Chair", signora presidente, si abbatte liberatorio sulla lunga cattedra della "Baobab Plenary", l’aula delle riunioni plenarie: «Approvato!». Dopo dodici giorni di trattative regolamentari e 36 ore di tempi supplementari, la Cop17, cioè il 17esimo vertice sul clima delle Nazioni Unite, ha il suo accordo.

giovedì 8 dicembre 2011

FILM ETNOGRAFICO. INTIMA LENTE. CASERTA. DALL'8 ALL'11 DICEMBRE 2011.

40 documentari da tutto il mondo. Riflessioni sulle tradizioni folkloriche, feste religiose, rituali magici, musica popolare, spaccati di ANTROPOLOGIA URBANA.
http://www.intimatelensfestival.com/program.html

ITALIA. TERRITORIO, BANCHE E CARBONE. MANES L., Il carbone dell'UNICREDIT, IL MANIFESTO, 8 dicembre 2011

L'Unicredit negli ultimi cinque anni ha erogato oltre cinque miliardi di euro in finanziamenti destinati al settore dell'estrazione del carbone, il combustibile fossile che ha un impatto maggiore in relazione al fenomeno dei cambiamenti climatici.

CLIMA. CONFERENZA DI DURBAN. DI PIERRI M., La Conferenza di Durban avviata ad una fine fallimentare, IL MANIFESTO, 8 dicembre 2011

Domani le conclusioni. Emissioni record, volontà di porvi rimedio ai minimi. La Cina disposta a un accordo. Ma se ne riparla nel 2020. Per la scienza senza un'inversione di tendenza immediata sarà caos già nel 2015

INDIA. TERRITORIO E MINIERE. FORTI M., "Le miniere fanno gola e cacciano gli indigeni". Intervista con padre Swami, IL MANIFESTO, 7 DICEMBRE 2011

«Finché non ci sarà giustizia sociale, questa sarà sempre una zona di conflitto»
Si chiama Bagaicha, parola che significa più o meno comunità, luogo comune. Sono alcune palazzine color mattone attorno ad aiuole e allo spazio circolare chiamato achra: nei villaggi indigeni di questa regione è dove la comunità si riunisce per discutere le decisioni comuni. Padre Stan Swami è l'anziano gesuita che ha dato vita a questo spazio di attivismo sociale alle porte di Ranchi, capitale del Jharkhand, uno degli stati di foreste e giacimenti minerari dell'India settentrionale considerato «area di conflitto» - nel senso della rivolta armata di ispirazione maoista.

domenica 4 dicembre 2011

GUERRE E RISORSE DEL SOTTOSUOLO. SIMPSON S., I tesori sepolti dell'Afghanistan, in LE SCIENZE, dicembre 2011

I giacimenti scoperti di recente nel paese asiatico potrebbero soddisfare la domanda mondiale di terre rare e minerali fondamentali. E fornire all'economia locale un'alternativa all'oppio

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CITTA' GLOBALI. DESAI P., Le città visibili, IL MANIFESTO, 3 dicembre 2011

Indovinello: quali sono le città che si espandono al ritmo più elevato al mondo? Che la popolazione umana del pianeta tende a urbanizzarsi lo sappiamo ormai da tempo; secondo i dati dell'Onu nell'ultimo decennio abbiamo oltrepassato la soglia di oltre metà della popolazione mondiale vive in aree urbane. Ora, quando si parla di grandi metropoli pensiamo a New York, Londra. A Città del Messico. O alle metropoli delll'Asia: Shanghai in Cina, Mumbai in India, poli che calamitano migranti espulsi da aree rurali impoverite e giovani istruiti in cerca di opportunità. Tutto vero, ma le aree urbane che registrano il tasso di crescita della popolazione più alto in questi anni non sono New York né Shanghai. Sono altre, e si trovano in Medio oriente, in Africa, ovviamente in Cina e India ma non esattamente dove potremmo immaginare. Ecco un piccolo elenco delle aree urbane in crescita più rapida secondo la graduatoria stilata da City Mayors, un istituto che studia le questioni urbane per promuovere il «buon governo».

MESSICO. TERRITORIO E CEMENTIFICAZIONE. GIOANETTO F., Messico, cemento fra mare e deserto, IL MANIFESTO, 29 novembre 2011

Il turismo depredatore, della cementificazione costiera e dei grandi tour operator ha avuto il primo scacco proprio nella nuova mecca del turismo green messicano. Una missione di esperti internazionali dell'Unesco, della convenzione Ramsar (per la protezione delle zone umide) e dell'Iucn visiteranno la prossima settimana il parco nazionale di Cabo Pulmo, paradiso naturalistico del nordest messicano, stretto fra gli ecosistemi desertici e il mare del Golfo di Cortes - e minacciato da un megaprogetto di speculazione edilizia. Qui infatti l'impresa spagnola Hansa Baja Investments vorrebbe costruire un centro turistico esteso su circa 3.800 ettari, con almeno 27.000 alloggi in hotel, un porto privato per 500 yacht, due campi di golf e una impresa per desalinizzare l'acqua marina.


ITALIA. POLITICHE DEL TERRITORIO. BANDOLI F., Povera terra nostra, IL MANIFESTO, 26 novembre 2011

Si parla tanto di cerscita ma dovremmo avere il coraggio di dire cosa non può più crescere. Il consumo di territorio, la speculazione edilizia, l'edilizia costruttiva e distruttiva, il consumo di cemento sicuramente no.

lunedì 28 novembre 2011

ISLANDA E CINA. TERRE ED ACCAPARRAMENTO. OFFEDDU L., L'accusa del magnate snobbato dall'Islanda, IL CORRIERE DELLA SERA, 28 novembre 2011

La Cina è vicina, diceva il titolo di un vecchio film. Ma il compagno Huang Nubo no, dall’Islanda resti lontano: così ha deciso l’altro ieri il governo islandese, lasciando cadere 148 milioni di euro offerti dal milionario cinese (ed ex funzionario del partito comunista) per l’acquisto di Grimsstadir à Fjollum, una valle da sogno con tanto di fiume glaciale e aquile marine che si librano fra le nuvole, 300 chilometri quadrati di solitudine selvaggia nell’Islanda nord-occidentale.


TERRITORIO E ACCAPARRAMENTO. AFRICA/SENEGAL. Senegal: ventimila ettari a un'azienda italiana. Popolazione in rivolta, AFRICANVOICES, 3 novembre 2011

A Fanaye, comunità rurale a 150 km da Saint Louis, nel Nord del Senegal, è scoppiata la rivolta. Il 26 ottobre i cittadini hanno protestato contro la decisione del Consiglio della Comunità Rurale di concedere 20.000 ettari di terra alla società italiana “Senathol Abe Italia” per la realizzazione di un progetto di produzione di biocarburante attraverso la trasformazione della patata dolce.



Si sono verificati duri scontri tra i cittadini favorevoli al progetto (in particolar modo i consiglieri della Comunità Rurale) e i membri del Collettivo per la Difesa delle Terre di Fanaye, che hanno provocato la morte di 3 persone e il ferimento di altre 21.


TERRITORIO E ACCAPARRAMENTO. AFRICA/SENEGAL. FLETCHER G., Senegal, in rivolta per la terra, IL MANIFESTO, 25 novembre 2011

È successo il 26 ottobre, ma la notizia ci giunge ora. Nella comunità rurale di Fanaye, nel nord del Senegal, una protesta della popolazione esasperata dalla cessione delle proprie terre è finita in modo tragico, con una folla che tentava di impedire una riunione delle autorità locali favorevoli al progetto e l'intervento della polizia: il bilancio è di un morto e 21 feriti, molti in condizioni gravi.
La notizia è citata sul sito del Conseil National de Concertation et de Coopération des Ruraux, organizzazione nazionale contadina delSenegal (www.cncr.org); a noi arriva attraverso la rete Via Campesina.


sabato 26 novembre 2011

CITTA' E STORIA. ROSINA A. Città protagoniste, LE SCIENZE, 519, 2011


Fino alla fine del primo decennio di questo nuovo secolo, gli abitanti delle aree rurali sono stati la parte nettamente prevalente della popolazione mondiale. Ancora nel 1950, quando le uniche metropoli del mondo sopra i 10 milioni di abitanti erano New York e Tokyo, viveva nelle città meno di un terzo degli abitanti del pianeta. Il 50 per cento è stato superato solo nel 2009, e le previsioni ci dicono che a metà XXI secolo la popolazione urbana potrà arrivare a essere il doppio rispetto a quella rurale.
Il numero 519 de LE SCIENZE è dedicato a IL FUTURO DELLE CITTA'

venerdì 25 novembre 2011

TERRITORIO ED ACCAPARRAMENTO. DESAI P., Geografie del 'land grab', IL MANIFESTO, 23 novembre 2011

Il fenomeno è globale, è noto come «land grab», accaparramento di terre: si dice così quando ricchi investitori si assicurano concessioni o contratti d'affitto pluridecennali su grandi estensioni di terra coltivabile in paesi «in via di sviluppo». Da un lato multinazionali dell'agrobusiness di paesi ricchi (Europa e Stati uniti o anche paesi del Golfo, o Corea del sud), dall'altro governi di paesi rurali e poveri come Etiopia, Madagascar - ovunque ci sia spazio, povertà, e governi disponibili.
Ora però la geografia del land grab riserva qualche sorpresa.

martedì 15 novembre 2011

USA/CHICAGO. SPAZIO E CITTA'. Clerici C., Edilizia sostenibile: Chicago 'vola' con i tetti a farfalla, CORRIERE DELLA SERA, 15 novembre 2011

MILANO - Tetti a farfalla, ricoperti di pannelli termici e solari, per produrre energia e riciclare acqua piovana. Sono le tettoie della prima rete di case a zero impatto ambientale di Chicago realizzata dallo studio di architettura urbana Farr Associates, per cercare di trasformare la Windy city in una delle città meno inquinate d’America. L’idea è del farmacista Michael Yannell, che ha dato vita a una serie di abitazioni dalla particolare morfologia architettonica, totalmente autosufficienti e in grado di produrre più energia di quanta ne consumino. Un accumulo energetico di 11.500 kwh all’anno solo di fotovoltaico, con una serie di sistemi integrati e tecnologie rinnovabili, che hanno fatto ottenere alle case dal tetto a farfalla il Leed (Leadership in energy and environmental design) di platino dell’Usgbc, ovvero il più alto grado di certificazione energetica conferito dall’United States Green Building Council.


lunedì 14 novembre 2011

SPAZIO E CITTA'/Giufrè M., Sulle città mediterranee un marchio neoliberista, IL MANIFESTO, 13 novembre 2011

Non è scontato ripetere che attraverso le scienze sociali si può comprendere il mutamento delle città nell’epoca del tardo capitalismo in modo migliore di quanto oggi non facciano architettura e urbanistica a causa del loro ruolo subalterno alle logiche affaristiche delle trasformazioni urbane. Ne è un esempio eccellente la recente pubblicazione Città mediterranee e deriva liberista (Mesogea 2011, pp. 199, euro 20) a cura di Salvatore Palidda, che raccoglie i contributi di diversi sociologi e antropologi su alcune delle più importanti realtà urbane affacciate sul bacino del Mare nostrum.

ITALIA/UMBRIA E TERRITORIO. Miliani S., "Apre" il Bosco di San Francesco, L'UNITA', 11 novembre 2011

Si può restaurare un bosco secolare? Certo che si può, a maggior ragione se per quei sentieri ha camminato l'ecologista ante litteram San Francesco. Il Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, ad Assisi ha rimesso in sesto e ha aperto al pubblico (d'accordo con i frati della basilica) i primi 15 dei 64 ettari del bosco intitolato all'uomo che predicava perfino agli animali, ha organizzato un sentiero nella selva, ha recuperato una chiesa duecentesca, una torre medioevale, un convento femminile del XIII secolo, ha piantato olivi, ha raccattato 30 tonnellate di rifiuti d'ogni ordine e schifezza.

Bosco di San Francesco ad Assisi Ingresso gratuito (gradita una donazione al Fai)
Info su orari e modo di accesso: www.fondoambiente.it – viale Coni Zugna 5, Milano, tel. 02 4676151, info@fondoambiente.it  

sabato 12 novembre 2011

ITALIA/TERRITORIO E TEORIA. Bevilacqua P., La questione territoriale, IL MANIFESTO, 9 novembre 2011

Chi, ormai da decenni, studia la storia del territorio italiano, di fronte alle frane e ai morti delle Cinque terre e ora al disastro di Genova, oltre al dolore per le vittime prova oggi uno scoramento profondo. La voglia di non dire nulla, il senso dell'inutilità di scrivere e protestare. Chi scrive è troppe volte dovuto intervenire per commentare simili tragedie, tentando di mostrare le cause morfologiche e storiche che sono normalmente all'origine delle cosiddette calamità naturali nel nostro Paese. E, per la verità, lo ha fatto insieme a voci sempre più numerose e agguerrite di geologi, meteorologi, esperti. Tutto invano.


TERRITORIO, GUERRA E CARTOGRAFIA. Basevi T., Atlanti del paesaggio dopo la battaglia, IL MANIFESTO, 8 novembre 2011

Le nuove cartografie lavorano sui «resti», il lascito del passato bellico ma anche le ambiguità di un sistema simbolico nella vita quotidiana Le mappe di Till Roeskens con i palestinesi nei campi profughi, le basi Usa di An-My Lê.

AFGHANISTAN/TERRITORIO E CARBONE. Forti M., Inferno di carbone, IL MANIFESTO, 9 novembre 2011

«Uomini vestiti di stracci e stivali di gomma, armati di pale e piccoli. Alcuni hanno le costole visibili sotto le camice strappate, il pallore sui volti esausti ricorda quello dei progionieri ai lavori forzati. Lavorano nel profondo di gallerie scavate nelle remote montagne del nord, da cui estraggono carbone per alcuni dei più ricchi imprenditori del paese. Fuori dalle gallerie, altri lavoratori spingono carrelli pieni di carbone giù per il pendio, fazzoletti legate attorno al viso per proteggersi dalla polvere nera. Più giù, ragazzi a piedi nudi sui cumuli di carbone separano a mano i pezzi più grandi, mentre altri raccolgono con la pala le minutaglie che caricano su un camion. Attorno capre cercano qualche erbaccia che spunta tra pezzi di rotaie e cavi di acciaio».

BRASILE/METROPOLI E FAVELAS. Cotroneo R., Rio, scatta la 'pacificazione' della mega-favelas dei narcos, CORRIERE DELLA SERA, 11 novembre 2011

RIO DE JANEIRO — Nem era rannicchiato in un bagagliaio, alla guida dell'auto un guardaspalle insieme a due poliziotti, suoi complici. Lo hanno catturato finalmente nella notte calda di Rio, braccato da giorni, mentre cercava di scappare verso una favela della periferia. Chissà dove, certo un'altra storia rispetto alla gloria e al potere dei quali per un decennio ha goduto come re della Rocinha, capo assoluto dei narcos nella favela più grande di Rio e dell'America Latina.


TERRITORIO, CLIMA E CARBON CREDIT. Gioanetto F., I trucchi del mercato del carbonio, IL MANIFESTO, 11 novembre 2011

Il mercato volontario del carbonio cresce in modo esponenziale in America Latina. Si tratta dello scambio di «quote di emissioni» di anidride carbonica, il principale dei gas di serra responsabili del cambiamento del clima, ed è uno dei «meccanismi di mercato» previsti dai trattati internazionali sul clima.


domenica 6 novembre 2011

ITALIA/TERRITORIO E DISCARICHE. BASSO S., All'ombra di Malagrotta, LEFT, 4 novembre 2011


Mentre a Roma infuria la battaglia sui nuovi siti, per i rifiuti della Capitale,
l’avvocato che ha fatto aprire un’indagine per omicidio colposo contro la megadiscarica
rilancia: «La Thyssen ci ha ricordato che l’accettazione del rischio si paga»

sabato 5 novembre 2011

ACQUA E PRIVATIZZAZIONI. MANES L., La Banca alla conquista dell'acqua, IL MANIFESTO, 4 novembre 2011

La Banca mondiale ha una nuova missione: quella di privatizzare i settori idrici di tutti i Paesi dell'orbe terracqueo. Per farlo ha messo in piedi una partnership con le principali multinazionali coinvolte nel business dell'acqua, tra le quali figurano Veolia, Coca Cola e Nestlé. Proprio il presidente della corporation svizzera, Peter Brabeck-Letmathe, è stato eletto al vertice della Water Resources Group, forum che riunisce tutte le principali aziende del comparto e che ha appena ricevuto un finanziamento di 1,5 milioni di dollari dai banchieri di Washington.

ARCHITETTURA E POTERE. VALENTINO P., Quelle archistar alla corte dei potenti, CORRIERE DELLA SERA, 5 novembre 2011


Il nuovissimo quartier generale della televisione di Stato cinese domina e nobilita lo skyline di Pechino. Il grattacielo sghembo, torto e ripiegato su se stesso, disegnato dall'olandese Ole Scheeren, partner dell'architetto cult Rem Koolhaas nello studio Oma, è già entrato di diritto tra i grandi edifici del Terzo Millennio.
Ad Astana, capitale del Kazakhstan, la città costruita dal nulla nella steppa asiatica, a marchiare il paesaggio urbano è la forma piramidale che Lord Norman Foster, già ideatore della cupola del Reichstag di Berlino, ha dato al Palazzo della Pace e della Riconciliazione.

Entro il 2012, verrà completato il Louvre di Abu Dhabi, un progetto pensato dal francese Jean Nouvel, parte del complesso culturale di Saadiyat Island, dove saranno impegnati anche l'americano Frank Gehry, padre del Guggenheim di Bilbao, e l'anglo-irachena Zaha Hadid, celebre in Italia per il Maxxi di Roma.
Cosa lega queste opere architettoniche, oltre a essere firmate ognuna da altrettante stelle della disciplina, o come vuole il neologismo da archistar? Sono tutte costruite in Paesi autoritari o nel migliore dei casi autocratici.

martedì 1 novembre 2011

PAKISTAN. DESAI P., L'esercito latifondista, IL MANIFESTO, 29 ottobre 2011

Ecco un conflitto per la terra, e per l'acqua, in cui i piccoli agricoltori non hanno alcun modo di prendere voce. Siamo in Cholistan, una regione meridionale del fertile Punjab pakistano. Regione agricola, anche grazie a un sistema di canali che permette lèirrigazione (il subcontinente indiano altrimenti conta solo sulle piogge monsoniche, concentrate ogni anno in una sola stagione). Qui però gli agricoltori locali si lamentano spesso che l'acqua viene loro «rubata» dai canali di irrigazione, a volte la stampa riferisce di manifestazioni di protesta, ma senza grande esito.

ITALIA/VAL DI SUSA. REVELLI M., Il popolo della valle, IL MANIFESTO, 25 ottobre 2011

La gente della Val di Susa, domenica, ha fatto davvero un miracolo, nel senso etimologico del termine (dal latino mirari, come si dice di «cosa grande che meraviglia», o anche di «cosa grande e insperata»).

lunedì 31 ottobre 2011

ITALIA. BALOCCO F., Salviamo il paesaggio. E noi stessi, IL FATTO, 31 ottobre 2011

Cassinetta di Lugagnano. Una volta questo Comune era famoso solo perché c’è L’Antica Osteria del Ponte, che fu insignita delle stelle Michelin. Oggi, invece, è famosa perché il sindaco Domenico Finiguerra l’ha battezzata (ormai da tempo) primo comune italiano a crescita zero”. Ossia, in Cassinetta non si possono costruire nuove abitazioni, ma si può solo recuperare l’esistente.

domenica 30 ottobre 2011

ITALIA. CAPORALE A., L'economia della catastrofe, LA REPUBBLICA, 28 ottobre 2011

Chiunque rilegga la storia d’Italia degli ultimi trent’anni, verificherà che è contrassegnata da un legame intenso tra le ricorrenti catastrofi nazionali e l’economia che intorno ad esse si è sviluppata. Fu Ada Becchi Collidà a studiare prima e meglio di tutti, si era negli anni Ottanta, le chances economiche del disastro.
Senza il terremoto la Dc irpina non avrebbe preso possesso del partito e del governo (sette ministri campani nell’esecutivo degli anni del post sisma).

Ascolta il discorso del presidente Pertini che denuncia i ritardi degli interventi di soccorso dopo il terremoto in Irpinia il 23 novembre 1980

ITALIA/SARDEGNA. GUBBINI C., Radar "anti-immigrati" la Sardegna dice no e si ribella, IL MANIFESTO, 11 luglio 2011

Sono ancora in presidio permanente, ventiquattro ore su ventiquattro. Difendono l'ambiente della propria terra, la loro salute, e anche il tentativo di far passare una cosa per un'altra, prendere in giro la popolazione. Tutto questo è la lotta degli abitanti di quattro località sarde, che sta andando avanti da due mesi contro l'installazione di altrettanti radar descritti come "anti-clandestini". Ma la cui funzione potrebbe essere ben diversa.


ITALIA/SICILIA. MAZZEO A., A Siracusa il primo radar anti-migranti prodotto in Israele, dal BLOG DI ANTONIO MAZZEO, 25 febbraio 2011

Il traliccio alto 36 metri è stato installato in tempi record e si attendono le ultime autorizzazioni per accendere il potente radar che darà la caccia alle imbarcazioni dei migranti nel mar Mediterraneo. L’ultimo strumento di vigilanza anti-sbarchi sorge nel cuore di una delle aree più pregevoli della Sicilia sotto il profilo ambientale, paesaggistico ed archeologico, Capo Murro di Porco, all’interno dell’area marina “protetta” del Plemmirio di Siracusa.

Antonio Mazzeo Blog

SAGGI. CODELUPPI V., Ragazzi smarriti nella (anti) città, IL MANIFESTO, 23 settembre 2011

Nel torrido agosto del 2011, sono scoppiati in alcuni quartieri londinesi dei violenti scontri interrazziali durati diversi giorni. Ci sono stati scontri anche in altre città inglesi, ma più di tutte, a prendere simbolicamente fuoco è stata Birmingham, almeno per quanto dimostra la crudele contabilità dei giovani morti rispetto a Londra: tre a due. Su quello che stava accadendo i media hanno fornito molte interpretazioni a caldo, ma ora, a distanza di alcune settimane, è possibile riflettere in modo più approfondito sulle cause che hanno portato a questi avvenimenti. E, soprattutto, si può ragionare sugli scontri facendo ricorso alle analisi presenti in alcuni libri pubblicati di recente.


ITALIA/PIEMONTE. SALVAGGIUOLO G., L'edificazione selvaggia che erode il nostro futuro, LA STAMPA, 10 ottobre 2011

Ogni giorno in Italia vengono cementificati 130 ettari di terreno fertile. Sviluppo necessario? Non sempre, visto il gran numero di aree dismesse destinate a restare inutilizzate. Ma allora perché le misure a salvaguardia del suolo continuano a incontrare tante ostilità?
La Provincia di Torino ha appena approvato un piano di governo del territorio che introduce per la prima volta, all’articolo 1 e come principio cogente per i Comuni, «il contenimento del consumo di suolo». E dunque: stop alle edificazioni indiscriminate su aree libere, riuso di quelle già compromesse.


ITALIA/VENETO. CANETTA e MILANESI, Il mostro di Veneto City, IL MANIFESTO, 14 settembre 2011

DOLO (VENEZIA) - Adesso si chiama Veneto Green City. Sarà la megalopoli del commercio tra Padova e Venezia. Oltre 715 mila metri quadri di uffici, negozi, bar, ristoranti e alberghi spalmati in quel che resta della Riviera del Brenta.



Un'operazione immobiliare da 2 miliardi di euro, cantierata dal re del "ciclo integrato" dell'immobiliarismo e dal banchiere di fiducia dei "giri giusti", con il placet degli enti locali.

Vedi altri articoli in GEOGRAFICAMENTE

CINA Rivolta contro la diga dei record, di SALA I.M., LA STAMPA, 13 giugno 2011

Siccità, terremoti, frane: lo sbarramento delle Tre Gole sotto accusa. E anche il Comitato centrale fa autocritica: il gigantismo è rischioso


Da un altro punto di vista. BOLIVIA. DESAI P., Dichiarato intoccabile il territorio del TIPNIS, IL MANIFESTO, 27 ottobre 2011

La protesta è conclusa, centinaia di indigeni boliviani che da giorni erano accampati davanti al palazzo del governo, nella capitale La Paz, ieri hanno levato le tende (letteralmente) e sono ripartiti. Ripartono vittoriosi: lunedì sera il presidente Evo Morales ha firmato una legge, approvata pochi minuti prima dal parlamento, che dichiara intangibile il Territorio indigeno del Parco Nazionale Isiboro Sécure, di solito indicato con l'acronimo Tipnis. In altre parole, la nuova legge cancella il progetto di costruire una strada che avrebbe tagliato in due quella riserva naturale amazzonica.



sabato 29 ottobre 2011

ITALIA/UMBRIA/SPOLETO. BORTOLETTO M., Erosione di un Patrimonio: le possibilità di governare le trasformazioni del Paesaggio. 29 ottobre 2011, in ARSKEY, 28 ottobre 2011

Erosione di un Patrimonio: le possibilità di governare le trasformazioni del Paesaggio. Strumenti normativi: complessità, adeguatezza o necessità di implementazione
Spoleto- Rocca Albornoziana, 29 ottobre 2011 A partire dalle 9.30 Ingresso gratuito

Che l’Italia sia capillarmente disseminata di opere d’arte antica, moderna e contemporanea è noto a tutti. Che il nostro Paese sia anche un museo all’aperto è cosa risaputa. Che lo Stato debba provvedere alla tutela dell’immenso patrimonio artistico in suo possesso viene dato per scontato dalla maggioranza della popolazione. Che poi questa tutela sia più o meno attuata non sta a noi deciderlo in questo momento. Quello che è meno risaputo è il fatto che lo stato non è unicamente impegnato nella tutela del proprio patrimonio culturale ma anche del suo paesaggio.

Arskey Magazine di arte moderna e contemporanea




giovedì 27 ottobre 2011

Da un altro punto di vista BIRMANIA DESAI P., Dopo la diga, la miniera, Il Manifesto, 26 ottobre 2011

Sembrava una buona notizia: alla fine di settembre il presidente della Birmania Thein Sein aveva sospeso il progetto di una diga che aveva suscitato resistenze e proteste. Cinque giorni dopo però, alla chetichella, le autorità locali hanno fatto sapere che al posto della diga sarà aperta una miniera d'oro.




Il presidente birmano aveva citato «il volere popolare», quando aveva annunciato al parlamento che il progetto della diga di Mytisone, sull'alto corso del fiume Irrawaddy, nello stato Kachin nella Birmania settentrionale, resterà sospesa per tutto il corso della sua presidenza. La diga, con centrale idroelettrica, sarebbe stata costruita dal gruppo cinese China Power Investment, e l'energia generata era destinata quasi per intero alla Cina. Ma aveva suscitato grandi proteste, e messo sul piede di guerra la minoranza etnica kachin. Infine, l'annuncio del presidente Thein Sein era sembrato un segnale di apertura politica in un regime tra i più chiusi del mondo.


The Kachin Post

martedì 25 ottobre 2011

COLOMBIA Interrogazione parlamentare in Europa sulla diga risalente all'aprile 2011. Anche una impresa italiana coinvolta nel gigantesco affare


L'Empresa Generadora y Comercializadora de Energía (EMGESA) della Colombia, controllata dall'Endesa spagnola, sta costruendo una centrale idroelettrica nel dipartimento di Huila. Il progetto, che utilizzerà un'area totale di 8 586 ettari, comporterà l'inondazione di oltre duemila ettari di terreno coltivabile, principalmente nei comuni di Gigante, Garzón e Agrado, colpirà in maniera irreversibile la flora e la fauna della zona e costringerà 362 famiglie a spostarsi.
 Il governo colombiano ha autorizzato e concesso tutte le licenze amministrative necessarie, nonostante la grande opposizione della società.
Qual è l'opinione della Commissione sull'impatto ambientale del progetto idroelettrico di El Quimbo (Colombia) sviluppato dalle multinazionali dell'UE?


Il sito dell'Endesa

Da un altro punto di vista COLOMBIA DESAI P., Il diritto alla terra prende voce, Il manifesto, 25 ottobre 2011

La home page apre con una raffica di notizie che difficilmente troverete sui grandi mezzi di comunicazione. Un video della protesta avvenuta giorni fa in Colombia contro una centrale idroelettrica a El Quimbo. Una testimonianza sullo sgombero forzato della popolazione contadina e indigena nella valle del Polochic in Guatemala.


lunedì 24 ottobre 2011

TURISMO SOSTENIBILE SERAFINI M., Turisti lasciano vestiti agli indios dell'Amazzonia: pericolo epidemie, CORRIERE DELLA SERA, 24 ottobre 2011

Una tribù incontattata senza difese immunitarie a rischio malattie nella foresta peruviana


Una denuncia di SURVIVAL INTERNATIONAL

Federalismo e territori Una inchiesta di REPORTIME

Bernardo Iovene, Il federalismo come non lo avete mai sentito, CORRIERE DELLA SERA, 23 ottobre 2011      

Se ognuno pensa per sè, l’Italia, come una famiglia patriarcale, si dissolve. Il federalismo visto dal costituzionalista Massimo Villone è una distribuzione equa delle risorse, a prescindere da dove si producono. Invece la spinta federalista in Italia è nata proprio sul concetto opposto: le tasse devono restare nei territori dove si producono. Non a caso con il governo di centro destra è stato istituito addirittura un ministero delle Riforme per il federalismo, il ministro è Umberto Bossi, della Lega Nord, ma nella delega ricevuta per svolgere le funzioni c’è scritto che può essere sostituito da Calderoli. E viceversa, Bossi può sostituire Calderoli

domenica 23 ottobre 2011

SOCIOLOGIA DELLO SPAZIO. SASSEN S., Sharp-Elbowed Cities, in NEWSWEEK MAGAZINE, 5 settembre 2008

Perché Europa ed Asia stanno sorpassando gli Stati uniti nella gara per creare i nuovi centri del commercio mondiale.
   La sociologa Sassen prende spunto dai risultati di uno studio della MasterCard che ha esaminato la classifica delle 75 città più competitive nel mondo globalizzato. Le città sono state individuate sulla base di 100 fattori come, ad esempio, l’efficacia dei sistemi politici e giudiziari, il numero di giorni che occorrono per aprire una attività, la vivibilità delle città e la loro capacità di riconoscibilità.

SAGGI. SPANO' M., Alla ricerca del genius loci del riconoscimento. Recensione a Angelo Torre, Luoghi, Donzelli, 2011), IL MANIFESTO, 18 ottobre 2011

«Si può urlare in un prato», ma «il popolo padano non esiste». Le recenti, commentatissime parole di Giorgio Napolitano potrebbero essere considerate un inconsapevole endorsement alla tesi metodologica che regge l'ultimo, imponente volume di Angelo Torre: la necessità di separare lo studio della località da quello dell'identità e dell'appartenenza (Luoghi. La produzione di località in età moderna e contemporanea, Donzelli, pp. 407, euro 29). Ovvero: considerare la località e i luoghi non già come alcunché di dato, ma come il prodotto di un qualche tipo di costruzione sociale e culturale; l'esito instabile di un esercizio in progress che mescola - quali suoi mezzi e prodotti - pratiche e diritti.

(Angelo Torre è professore Ordinario di Storia Moderna presso l'università del Piemonte orientale, Facoltà di scienze politiche e Coordinatore del curriculum ERACLITO della Laurea Magistrale EPPAC. email: angelo.torre@sp.unipmn.it )



GIOANETTO F., Contro le "nuove piantagioni", IL MANIFESTO, 22 ottobre 2011

Si chiama «progetto di piantagioni di nuova generazione», ma il nome è ingannevole. Si tratta del progetto promosso dagli enti forestali di alcuni governi (Cina, Svezia e Regno unito), un pool di aziende interbazionali del settore (Forestal Mininco/Cmpc, Masisa, Fibria, Mondi, Portucel, Sabah Forestal Industries, Veracel, Stora Enso, Upm-Kymmene), e sostenuto anche dal Wwf, una delle più note organizzazioni ambientaliste internazionali. Il Ngpp (acronimo di «new generation plantation project») consiste nel definire «pratiche sostenibili» per la gestione di piantagioni, e promuoverle presso le aziende forestali, le autorità governative, gli investitori per «promuovere l'adozione delle migliori pratiche nelle piantagioni forestali»: così si legge sul sito del Wwf.


Da un altro punto di vista MESSICO GIOANETTO F., La battaglia degli Yaqui di Sonora, IL MANIFESTO, 19 ottobre 2011

Chi dice tribu yaqui dice resistenza, fin da quando gli spagnoli nel 1621 arrivarono in quel che fu poi chiamato Messico. Gli yaqui continuarono a resistere negli anni che seguirono, subirono una guerra di sterminio, deportazioni in altri stati e appropriazioni di terre da parte dei sempre piú numerosi invasori e coloni. Oggi questa agguerrita nazionalitá indígena di 50 mila persone, stabilita nel sud dello stato messicano di Sonora, possiede legalmente 485 mila ettari di terra, 25 mila dei quali coltivabili. Il dettaglio però è la disponibilitá dell'acqua, sempre piú scarsa in queste contrade desertiche.



Da un altro punto di vista. AFRICA. FRANCHI G., Accaparramento "responsabile", IL MANIFESTO, 18 ottobre 2011

La Banca mondiale favorisce il fenomeno definito land grabbing, accaparramento di terre? Pare proprio di sì. La Banca Mondiale è la banca per i poveri - o così pretende, con evidente ossimoro. Allora viene da chiedersi chi sono, oggi, i sempre più poveri a cui la crisi globale dal 2007 sta dando il colpo di grazia e che la Banca Mondiale avrebbe il compito di accompagnare in questa fase di crisi acuta.



SOCIOLOGIA. Da un altro punto di vista. AFRICA. COLOTTI G., Semi d'Africa. Intervista con la sociologa del Mali Aminata Traoré, IL MANIFESTO, 19 ottobre 2011

«Per i popoli oppressi, la crisi attuale può essere un'occasione per cambiare le carte in tavola. Sostengo con forza i movimenti degli indignados», dice al manifesto la sociologa maliana Aminata Traoré. Nata nel '47 a Bamako, Traoré è stata ministro della Cultura e del turismo, è attivista e fondatrice del Forum sociale africano e dirige il Centro studi Amadou Hampâté Bâ. Autrice di numerosi saggi come L'immaginario violato (Ponte alle Grazie) e l'Africa umiliata (Avagliano, 2009), Aminata ha appena concluso un ciclo di conferenze in Italia, invitata dal Cospe (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti) nell'ambito della campagna «Una terra per tutti».

sabato 22 ottobre 2011

Da un altro punto di vista. TANZANIA. DESAI P., GLI USA 'COMPRANO' TERRE IN TANZANIA, Il manifesto, 21 ottobre 2011

    Un nuovo caso di land grab, accaparramento di terre, sta sollevando polemiche e proteste in Tanzania. Le autorità del paese africano infatti ha firmato qualche mese fa un «memorandum d'intesa» con un investitore dello Iowa, tale Bruce Rastetter e un grande gruppo agroindustriale degli Stati Uniti, AgriSol Energy Llc: questi avranno in concessione 325.000 ettari di terra nella fertile regione del lago Tanganika, per avviarvi progetti agricoli su grande scala.


domenica 16 ottobre 2011

THAILANDIA. DESAI P., Un disastro di natura umana, Il manifesto, 15 ottobre 2011

    La Thailandia affronta la più disastrosa alluvione degli ultimi 50 anni, che ha già ucciso 283 persone: e mentre la capitale Bangkok si prepara al peggio, molte voci hanno cominciato a discutere le cause «umane» che hanno trasformato piogge monsoniche abbondanti in un vero disastro. Discussione riassunta in un titolo del giornale The Nation, quotidiano di Bangkok (in lingua inglese): «Raccogliamo ciò che abbiamo seminato distruggendo la natura».


giovedì 13 ottobre 2011

METROPOLI MODERNE. Manzo P., San Paolo, la megalopoli costruita sull'immondizia, La stampa, 8 ottobre 2011

Ha solo 500 anni di età ma sulle spalle porta il peso di trasformazioni rapide e sconsiderate. Per la megalopoli brasiliana di San Paolo, 19 milioni di abitanti, è arrivato adesso il momento della resa dei conti. Le autorità municipali hanno, infatti, scoperto una sorta di «città sotterranea» che sta letteralmente minacciando quella in superficie.


domenica 9 ottobre 2011

Da un altro punto di vista. In INDONESIA indigeni minacciati di lasciare le loro terre

In Indonesia la multinazionale americana Freeport McMoRan, che si occupa di estrazione di oro ed altri minerali, è stata accusata più volte di minacce agli indigeni per indurli a lasciare le loro terre.

Il sito della compagnia
The Jakarta Globe

venerdì 7 ottobre 2011

Spazio pubblico. G.P. Torricelli, Potere e spazio pubblico urbano. Dall'agorà alla baraccopoli, AUP, 2009

 

Il capitolo che si è inserito in questo post è reperibile all'indirizzo seguente:  http://e-publicspace.net/content/potere-e-spazio-pubblico-urbano-dall%E2%80%99agor%C3%A0-alla-baraccopoli-1


L'autore è geografo presso l' ICup dell'università della Svizzera italiana

Capitolo 1. La scomparsa dello spazio pubblico

ANTROPOLOGIA DELLO SPAZIO. Da un altro punto di vista. Spazio e potere. F. Remotti, Luoghi e corpi, 1994

Triulzi, A., Recensione a F. Remotti, Luoghi e corpi, in  L'Indice, 11, 1994

Da vari anni Francesco Remotti studia i problemi collegati alla mobilità e alla ritualità del potere in Africa. Questo volume, frutto di un corso tenuto presso l'Università di Torino, è in qualche modo l'approfondimento di "Centri, ritualità e potere", un lavoro curato dell'autore per Il Mulino (1989) insieme con Pietro Scarduelli e Ugo Fabietti. "Luoghi e corpi" riassume alcune riflessioni teoriche di grande attualità dell'antropologia contemporanea, chiamata in causa particolarmente oggi a spiegare quel "sapere un po' sporco" che è la scomparsa e permanenza del potere nelle società tradizionali.


SAGGI Architettura e potere. Maurizio Giufrè, Recensione a D. Sudjic, Architettura e potere

M. Giufrè, OMAGGI MONUMENTALI AL POTENTE DI TURNO, Il manifesto, 9 agosto 2011

A cinque anni dalla sua pubblicazione, il saggio dell’attuale  direttore del Design Museum
Deyan Sudjic Architettura e potere – sottotitolo: «cornei ricchi e i potenti  hanno dato forma al mondo» - è stato tradotto da Laterza (pp. 384, euro 20). Un testo di grande attualità, anche se il tema che tratta non è nuovo.





martedì 27 settembre 2011

Da un altro punto di vista. BOLIVIA. Joseph Zarlingo, Bolivia, l’autostrada amazzonica mina il consenso di Morales

La polizia ha interrotto in maniera violenta una marcia pacifica contro la costruzione della mega-opera. Sullo sfondo della protesta emergono le divisioni sempre più profonde fra il presidente e le comunità indigene che furono essenziali per la sua elezione
Dal punto di vista dei nativi boliviani

IL FATTO, 26-09-2011

lunedì 26 settembre 2011

SAGGI. Architettura e potere. Marco Belpoliti, Recensione a Sudjic D., Architettura e potere (2011)


Si fronteggiano a breve distanza, meno di un chilometro in linea d'aria. Il primo ha la forma di due grandi parentesi contrapposte nella parte convessa, una più alta e una più bassa; il secondo è invece una sorta di nastro di vetro che si srotola partendo da una cuspide posta più in alto. Si tratta delle nuove torri milanesi.

 

domenica 25 settembre 2011

Da un altro punto di vista. ITALIA. DRAMANE WAGUE', Nel mondo dei vetri

(da Uno sguardo sugli indigeni. Gli umbri visti e raccontati da un nuovo abitante, Edizioni Thyrus, 1998)

Lo spazio e il territorio umbri visti dagli occhi di un cittadino africano.


Detto Diego, nato nel 1964. Scrittore, formatore nel terzo settore e nella cooperazione internazionale, mediatore culturale. E' autore di diversi volumi e pubblicazioni. E' stato membro del direttivo della Camera del Lavoro di Perugia e del Sunia. Ha collaborato con diverse associazioni impegnate nell' educazione interculturale. Ha presentato una ricerca sul relativismo culturale e il decentramento del punto di vista nel quadro dell'Antropologia Visuale.
Svolge presso diverse scuole ed istituti l'attività di "prestazione d'opera intellettuale per attività e insegnamenti facoltativi ed integrativi"


sabato 24 settembre 2011

Spazi ed architettura. Marco Sammicheli, Ma chi è l'inventore del trullo?, 2011

Il tempo delle vacanze trova riparo sotto i tetti più disparati. Anche quelli di bungalow, tende, cottage e resort sulla spiaggia che ci sembrano comuni appartengono a tipologie tradizionali le cui origini si perdono nella storia dell'uomo e della sua scaltra attitudine al riparo.
L'architettura di questi edifici non ha padri titolati ma frutto del progetto di un singolo o di una comunità che studiando il vento, valutando l'intensità delle intemperie, considerando la stabilità del terreno e l'archivio di materiali a disposizione ha costruito case, chiese, torri, granai.

Spazi metropolitani. Francesco Rigatelli, Ecco le metropoli dove è più dura la vita del pendolare, 2011

A fare due conti, dati Censis alla mano, è come se ogni mattina tutta Bologna e Modena entrassero a Milano e la sera ne uscissero. O come se gli abitanti di Asti, Biella, Cuneo, Verbania e Vercelli si spostassero insieme a Torino. In giornata. Ognuno da solo con la sua auto.

venerdì 23 settembre 2011

giovedì 22 settembre 2011

Antropologia dello spazio. Franco La Cecla, Spazio e mente locale, 1987

Spazio arrangiato e spazio prescrittivo

   L’antropologo Franco La Cecla (cfr. Spazio e mente locale, in AA.VV. Pensare altrimenti. Esperienza del mondo e antropologia della conoscenza, Laterza, 1987) distingue fra un tipo di spazio chiamato ‘arrangiato’ ed un tipo di spazio chiamato ‘prescrittivo’.

Antropologia dello spazio. Franco La Cecla La lunga marcia dell'archistar

La lunga marcia dell'archistar dal committente-re al consenso
Franco La Cecla

Cosa distingue una buona architettura da una cattiva, un contributo prezioso allo spazio pubblico di una città da un intruso con pretese monumentali? È difficile dirlo in generale. Si cita il caso della Tour Eiffel, aborrita alla sua costruzione dai parigini, ma poi divenuta simbolo collettivo, un po' quello che è successo con il Centre Pompidou molti anni dopo.