martedì 3 aprile 2018

PLACCHE CONTINENTALI IN MOVIMENTO. IN AFRICA SI APRONO VORAGINI SULLA TERRA. E. DUSI, Paura in Kenya: la terra si apre in due, REPUBBLICA. IT. 2 aprile 2018

ERANO state settimane di piogge, alluvioni e terremoti. All’improvviso una crepa si aprì nel pavimento di casa e la terra si spalancò sotto ai loro piedi. Eliud Njoroge e sua moglie abbandonarono la cena e fuggirono via terrorizzati, pensando all’Apocalisse. Ma trovandosi nel sud-ovest del Kenya, in piena Rift Valley, la loro casa era semplicemente stata vittima di un fenomeno geologico non inedito da queste parti. Per decine di chilometri, a partire dal 18 marzo, una fessura nel terreno larga fino a 20 metri e profonda 15 si era andata estendendo sulla linea di faglia che taglia il continente in due per circa 4mila chilometri. E che è stata tra l’altro battezzata “la culla della specie umana”.






martedì 6 febbraio 2018

BUCO NELL'OZONO. UNA NUOVA RICERCA. S. VALESINI, Ozono: il buco si chiude ai poli, ma la situazione peggiora nel resto del pianeta, LA REPUBBLICA, 6 febbraio 2018

LA BUONA notizia era arrivata giusto lo scorso 5 gennaio: il buco nell'ozono si sta finalmente riducendo, e sarebbe già ridimensionato del 20% rispetto al 2005. Ad appena un mese dall'annuncio però, una nuova ricerca sembra già destinata a ridimensionare l'ottimismo della comunità scientifica: se ai poli infatti lo strato di ozono sembra effettivamente in crescita, a latitudini inferiori - dove tra l'altro si concentrano le aree più popolate del pianeta - la situazione sarebbe molto diversa, e ben poco rassicurante. È l'allarme che arriva da uno studio internazionale apparso sulle pagine della rivista Atmospheric Chemistry and Physics, che ha analizzato la distribuzione dell'ozono nell'atmosfera utilizzando una innovativa tecnica satellitare.



sabato 27 gennaio 2018

INQUINAMENTO AMBIENTALE IN ITALIA. REDAZIONE, mog: Torino, Milano e Napoli sono le città peggiori in Europa, CORRIERE.IT, 27 gennaio 2018

I dati monitorano un arco temporale dal 2013 al 2016: nello specifico a Torino la media annuale è stata di 35 microgrammi al metro cubo nel 2014, 39 nel 2015 e 36 nel 2016. Per quanto riguarda Milano invece le cifre sono 35 microgrammi al metro cubo nel 2014, 41 nel 2015 e 39 nel 2016. A Napoli la media annuale è stata 29 nel 2014 e nel 2015 e 28 nel 2016.Sono tre italiane le città «maglia nera» per la concentrazione di smog. Torino, Milano e Napoli in vetta alla classifica delle città europee con maggiori concentrazioni annuali di polveri sottili. Lo rende noto Legambiente sulla base dell’ultimo rapporto del 2016 diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

lunedì 4 dicembre 2017

ITALIA DIVORATA DAL CEMENTO. C. ZUNINO, "Italia divorata dal cemento: in 50 anni urbanizzata un'area come la Valle d'Aosta", LA REPUBBLICA, 4 dicembre 2017

Domani è la giornata contro il consumo del suolo e il Wwf, tecnicamente supportato dall’Università dell’Aquila, ci dice che in mezzo secolo – 1951-2001 - l’urbanizzazione in Italia è cresciuta del 300 per cento e che solo negli ultimi dieci anni sono stati costruiti altri 180mila edifici.

sabato 14 ottobre 2017

TERREMOTO E RICOSTRUZIONE. MASTRONICOLA, TESTI, Il business marcio della ricostruzione: lavori mai fatti, casette fantasma e sfruttamento, L'ESPRESSO, 12 ottobre 2017

Ventiquattro agosto 2016, ore 3.36. Una scossa di magnitudo 6 colpisce il centro Italia. Oltre trecento comuni vengono sconvolti dal terremoto, interi paesi rasi al suolo. Solo tre mesi dopo la stessa terra torna a tremare, ancora più forte, mettendo in ginocchio definitivamente quella parte di Italia già ferita. Questa volta la devastazione arriva con una magnitudo di 6.5, paragonabile solo a quella del 1980. La stessa che devastò l'Irpinia.

lunedì 9 ottobre 2017

INDIA. PROTESTE CONTRO LE TERRE ESPROPRIATE AI CONTADINI. V. BARRESI, India, la rivolta dei sepolti. Nel nome di Gandhi. "Così difendiamo la nostra terra" , LA REPUBBLICA, 9 ottobre 2017

IMMERSI fino al collo nel terreno. Solo le teste rimangono fuori dalla sabbia, quasi sembrano boccheggiare. Pochi respiri ancora prima d’essere sradicati: la protesta dei coltivatori di Nindar, villaggio a una manciata di chilometri dal centro di Jaipur, nell’India nord-occidentale, è un atto estremo di resistenza. Un modo per dimostrare quanto siano aggrappati al loro bene più prezioso. Da giorni un manipolo di coltivatori dello stato desertico di Rajasthan manifesta contro la Jaipur Development Authority in difesa di 540 acri che dovrebbero far posto a 10mila alloggi in un progetto d’espansione della vicina città turistica.

immagine dal sito de La repubblica
http://www.repubblica.it/esteri/2017/10/09/news/india_la_rivolta_dei_sepolti_nel_nome_di_gandhi_cosi_difendiamo_la_nostra_terra_-177776134/?ref=RHPPRT-BS-I0-C4-P1-S1.4-T1