venerdì 14 luglio 2017

SALVARE LA TERRA. UNA RICERCA SVEDESE. TALIGNANI G., ''Volete salvare la Terra dall'effetto serra? Fate meno figli", LA REPUBBLICA, 13 luglio 2017

LE QUATTRO azioni fondamentali per aiutare il pianeta a uscire dalla morsa del riscaldamento globale potrebbero non piacervi affatto. Perché secondo una ricerca svedese della Lund University e pubblicata su Environmental Research Letters, se si desidera davvero contribuire a frenare il riscaldamento globale, è necessario programmare una vita opposta a quella che in tanti sogniamo: avere meno figli, viaggiare meno (in aereo) e rinunciare all'auto e alla carne, adottando uno stile vegetariano.

giovedì 13 luglio 2017

ECOMAFIA. LA MAPPA DEI REATI AMBIENTALI. REDAZIONE, La mappa dei reati ambientali: 71 al giorno, circa tre ogni ora nel 2016, LA STAMPA, 4 luglio 2017

Nel 2016 sono stati 25.889 i reati ambientali accertati su tutto il territorio nazionale: 71 al giorno, circa tre ogni ora. Il tutto per un business che vale 13 miliardi. Resta la morsa dell’ecomafia nel Mezzogiorno. La Campania in testa alla classifica regionale degli illeciti. Il Lazio è sempre la prima regione del centro Italia, la Liguria è la prima del nord. Questa la fotografia scattata dal rapporto `Ecomafia 2017´ di Legambiente (edito da edizioni Ambiente, con il sostegno di Cobat e Novamont), presentato oggi a Roma alla Camera, in cui sono raccontate storie e numeri della criminalità ambientale in Italia.
Nel 2016 - spiega il report - il fatturato delle ecomafie scende a 13 miliardi registrando un -32% rispetto allo scorso anno, «dovuto soprattutto alla riduzione della spesa pubblica per opere infrastrutturali nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso e al lento ridimensionamento del mercato illegale».

http://www.lastampa.it/2017/07/04/multimedia/scienza/ambiente/la-mappa-dei-reati-ambientali-al-giorno-circa-tre-ogni-ora-nel-eXFmZkcxOPZpXmLeh38bzN/pagina.html

PIANETA TERRA ED ESTINZIONI DI MASSA. U. DI LEO, È partita la sesta estinzione di massa, ma non toccherà ancora all’uomo, LA STAMPA, 12 luglio 2017

A 65 milioni di anni dalla scomparsa dei dinosauri, la Terra sta vivendo una nuova estinzione di massa, la sesta della sua storia. La perdita di biodiversità in atto, finora stimata solo in base alle specie estinte, appare ancora più grave del previsto se si tiene conto del calo vertiginoso avuto a livello di individui e popolazioni che formano le specie: basti pensare che il numero di esemplari sul Pianeta si è già praticamente dimezzato. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas) dai biologi dell’Università di Stanford e dell’Università nazionale autonoma del Messico.
I ricercatori hanno messo sotto la lente ben 27.600 specie di uccelli, anfibi, mammiferi e rettili (un campione rappresentativo della metà delle specie note di vertebrati terrestri) e hanno analizzato in dettaglio anche la perdita di popolazione su 177 specie di mammiferi tra il 1900 e il 2015. I dati raccolti dimostrano che oltre il 30% delle specie di vertebrati si sta riducendo per numero di individui ed espansione geografica. I mammiferi, in particolare, hanno perso almeno il 30% della loro estensione geografica, mentre più del 40% delle specie ha subito un grave declino di popolazione. «Questo è il preludio alla scomparsa di molte più specie e al declino di sistemi naturali che hanno reso possibile la nostra civiltà», concludono i ricercatori.

http://www.lastampa.it/2017/07/12/multimedia/scienza/ambiente/partita-la-sesta-estinzione-di-massa-ma-non-toccher-ancora-alluomo-ZjpxqvRSVGjL1SfcK4j3eL/pagina.html

martedì 13 giugno 2017

LO SPAZIO ABITATO DAI RICCHI A MILANO. V. BALDISSERRI, CORRIERE ON LINE, 13 giugno 2017

A Milano le residenze scelte dai vip. Mille euro al mese solo per le spese ordinarie, ma confort e una vista spettacolare. - 
di Valentina Baldisserri /Corriere TV

mercoledì 17 maggio 2017

DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA. INDICE TEMATICO

DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA


AMBIENTE. UNA MINACCIA SU GREENPEACE. A. CIANCIULLO, Greenpeace minacciata di chiusura: una multinazionale chiede 200 milioni di euro, LA REPUBBLICA, 17 maggio 2017

Quanto valgono le foreste boreali che costituiscono il secondo ecosistema terrestre del mondo come ampiezza, aiutano a difendere la stabilità climatica, offrono una casa a 20 mila specie animali e vegetali, compreso il caribù? E' una stima difficile perché il valore che rappresentano è legato alla sopravvivenza della nostra specie. Più facile è indicare il costo che viene chiesto a chi si batte per la loro difesa: 200 milioni di euro. Greenpeace è stata citata davanti a un tribunale degli Stati Uniti con questa richiesta di indennizzo da Resolute Forest Products, una multinazionale che ha deciso di rispondere così alla richiesta degli ambientalisti di adottare politiche sostenibili di taglio della foresta in Canada.

martedì 9 maggio 2017

DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA. GLI IKEBIRI E IL PETROLIO. F. SIRONI, "Eni ha inquinato le nostre terre": così una comunità della Nigeria fa causa al colosso, L'ESPRESSO, 3 maggio 2017

Gli ikebiri sono una piccola comunità del delta del fiume Niger. Vivono di pesca e di agricoltura. Sono guidati da un consiglio di anziani e da un re, Francis Timi Ododo. E da oggi sono in causa contro l'Eni. In Italia. È la prima battaglia giudiziaria mossa da un villaggio nigeriano direttamente alla sede della multinazionale, a Milano.