È di questi giorni una raccolta firme in rete per sostenere la liberazione di Armand Marozafy, una guida eco-turistica ed attivista ambientale del Madagascar, accusato di avere diffamato due tour operator locali trafficanti nel commercio di legno di palissandro. Sentenza sfavorevole e condanna a sei mesi di carcere ed al risarcimento di danni per 4.000 euro.
Kikukula è una città ugandese. In Uganda, come in altre regioni africane, grandi multinazionali occidentali e non solo stanno acquistando terreni agricoli, cacciano le popolazioni che vi abitano e promuovono forme di business completamente estranee alle culture economiche locali. Il territorio ancora oggi come scenario di sfruttamento, competizione e lotta per la sopravvivenza e la sopraffazione.
sabato 26 settembre 2015
domenica 20 settembre 2015
PUGLIA. IL MARE E' UNA DISCARICA. REDAZIONE, Il tir scarica in Mar Piccolo Scatta l’inchiesta della Finanza, CORRIERE DELLA SERA, 19 settembre 2015
Il Mar Piccolo, si sapeva già, a Taranto è sempre stato considerato come una discarica in cui gettare di tutto. Ora c’è una foto, scattata da un cittadino molto attento, che immortala un camion di una ditta privata con il cassone sollevato proprio sulla sponda. Ha appena finito di scaricare in mare chi sa cosa. Scarti di edilizia, pneumatici, pietre, pezzi metallici?.
venerdì 14 agosto 2015
LE RISORSE DELLA TERRA. PER IL 2015 SONO FINITE. L. MERCALLI, Da domani consumiamo le riserve del futuro, LA STAMPA, 13 agosto 2015
Il 13 agosto 2015 è l’Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento delle risorse terrestri: da domani a fine anno si intaccherà il capitale naturale, abbattendo foreste tropicali millenarie, pescando più pesce di quanto se ne possa riprodurre, immettendo in atmosfera gas a effetto serra che cambieranno il clima per secoli, spargendo nell’ambiente miriadi di composti tossici prossimamente nei nostri piatti.
domenica 9 agosto 2015
L'ENCICLICA PAPALE SULLA TERRA. M. CACCIARI, Quello che non dice l’enciclica di Francesco, L'ESPRESSO, 26 giugno 2015
Di fronte a un documento pontificio che affronta pressoché la totalità dei problemi di ordine economico e sociale che affliggono Madre Terra e i suoi abitanti, con analisi e indicazioni di cura spinte fino al dettaglio, una domanda dovrebbe essere d’obbligo: vi è uno “spirito” che lo distingua da un discorso politico-culturale? In che cosa consiste la sua differenza specifica da un “pensiero ecologico” che da decenni si esercita, magari invano, intorno a sviluppo sostenibile, fonti rinnovabili, lotta allo spreco e “beni comuni”?
giovedì 6 agosto 2015
TERRITORIO ED ECOSISTEMA A RISCHIO IN UMBRIA. S. PALMUCCI, Ailanto, albero killer, IL GIORNALE DELL'UMBRIA, 4 agosto 2012
http://www.giornaledellumbria.it/article/article44074.html
L’ailanto (Ailanthus Altissima della famiglia delle Simaroubacee) è stato importato nel XVIII secolo dall’Asia orientale (Cina e Corea del Nord), per un tentativo di allevamento del lepidottero Philosamia cynthia, originario dell'estremo Oriente per la produzione della seta. Viene anche chiamato “Albero che arriva al cielo” o “Albero del Paradiso”, per la grande altezza che può raggiungere nelle isole Molucche (oceano Indiano), luogo originario di questa pianta. Può essere considerato una pianta ornamentale, ma è anche molto temuto come infestante, tanto che in Svizzera, è stato inserito nella “Lista Nera” delle piante esotiche invasive dalla commissione per la conservazione delle piante selvatiche. Si inselvatichisce facilmente, in particolare nelle zone periurbane, bordi stradali, stazioni e linee ferroviarie, zone industriali, ruderi, muri, aiole, margini forestali, prati naturali, arrivando agli 800 metri di altezza. Può provocare danni sia alle costruzioni, sia agli ambienti naturali e alla vegetazione indigena, creando ombra e invadendo il suolo con le radici, da cui può ricacciare abbondantemente, mentre i semi alati possono volare sul lunghe distanze. Tollera la presenza di sale nel suolo, la siccità e l’inquinamento atmosferico.
Fiorisce in giugno.
venerdì 31 luglio 2015
CURA DEL TERRITORIO E DELLO SPAZIO PUBBLICO. SPOLETO. SEGNALETICA STRADALE E CONTROLLI SULLA VELOCITA' DI DISCUTIBILE EFFICACIA. M. FAGOTTO, 31 luglio 2015
Chi abita, come me, a ridosso della "SR 418 Spoletina" che collega Spoleto a Baiano e ad Acquasparta sa bene cosa rischi chiunque tenti di incamminarsi lungo questa strada per raggiungere i vari esercizi commerciali che, ebbene si, la costeggiano all'interno del paese di S. Giovanni. Nonostante campeggino da tempo (come chiamarli?) due dissuasori di velocità all'ingresso e all'uscita in direzione Baiano, la strada è usata da molti automobilisti e motociclisti come un autodromo.
Questo può accadere sia di giorno che di notte. Naturalmente di giorno il rischio aumenta perché aumenta il numero di veicoli circolanti mentre in paese circolano a piedi molte persone anziane. Ad aumentare la pericolosità ci possono anche essere degli animali che attraversano la strada. Al momento si deve dire che non si sono registrati incidenti. Meglio così. Ma questo che significa? Che le cose vanno bene, che i controlli funzionano, che la segnaletica è efficace? Prendiamo la segnaletica. Chi viene da Spoleto può verificare che il segnale di limite di velocità di 50 compare tre volte: una prima volta all'altezza della cava di S. Chiodo;
Questo può accadere sia di giorno che di notte. Naturalmente di giorno il rischio aumenta perché aumenta il numero di veicoli circolanti mentre in paese circolano a piedi molte persone anziane. Ad aumentare la pericolosità ci possono anche essere degli animali che attraversano la strada. Al momento si deve dire che non si sono registrati incidenti. Meglio così. Ma questo che significa? Che le cose vanno bene, che i controlli funzionano, che la segnaletica è efficace? Prendiamo la segnaletica. Chi viene da Spoleto può verificare che il segnale di limite di velocità di 50 compare tre volte: una prima volta all'altezza della cava di S. Chiodo;
(La scritta numerica è, in parte, rovinata)
giovedì 23 luglio 2015
TERRITORIO ITALIANO E INQUINAMENTO AMBIENTALE. BRESCIA. P. GORLANI, Pm10: la vita media dei bresciani è più corta di 18 mesi per le polveri, CORRIERE DELLA SERA, 23 luglio 2015
La mal’aria, ed in particolare le polveri sottili, sono un killer silenzioso ed implacabile. In grado di «uccidere» mediamente 437 bresciani l’anno.
Questo il dato shock di un recentissimo studio dell’Asl di Brescia, che ha analizzato il numero degli accessi al pronto soccorso nei giorni dove l’aria è zeppa di pm 10 e 2,5. L’inquinamento atmosferico ha conseguenze dirette anche sulla spesa sanitaria: costa 12,5 milioni l’anno. È lo stesso Michele Magoni, responsabile dell’osservatorio epidemiologico dell’Asl, a fornire gli estremi per questo calcolo: se l’aria di città e provincia non fosse così inquinata dal 2000 al 2014 si sarebbero potuti evitare ben 58500 ricoveri per problemi respiratori, ognuno dei quali costa una media di 2500/3000 euro. Dal Duemila ad oggi quindi, la spesa sanitaria della «malaria» arriva a 175 milioni.
Questo il dato shock di un recentissimo studio dell’Asl di Brescia, che ha analizzato il numero degli accessi al pronto soccorso nei giorni dove l’aria è zeppa di pm 10 e 2,5. L’inquinamento atmosferico ha conseguenze dirette anche sulla spesa sanitaria: costa 12,5 milioni l’anno. È lo stesso Michele Magoni, responsabile dell’osservatorio epidemiologico dell’Asl, a fornire gli estremi per questo calcolo: se l’aria di città e provincia non fosse così inquinata dal 2000 al 2014 si sarebbero potuti evitare ben 58500 ricoveri per problemi respiratori, ognuno dei quali costa una media di 2500/3000 euro. Dal Duemila ad oggi quindi, la spesa sanitaria della «malaria» arriva a 175 milioni.
mercoledì 1 luglio 2015
RIFIUTI E POPOLAZIONI NATIVE. S. GARAVELLI, Quei rifiuti radioattivi nelle riserve indiane, IL MANIFESTO, 16 febbraio 2014
Le Nazioni unite condurranno uno studio sulle condizioni di vita dei nativi americani. Uno dei punti più scottanti riguarda i presunti depositi di scorie radioattive sotterrate in alcune riserve. Il poeta e attivista Cheyenne Lance Henson sta conducendo una battaglia per sapere la verità.
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