Dopo quarantanni gli effetti di Chernobyl si stanno spostando sul piano genetico. Un nuovo studio ha acceso i riflettori su un fenomeno di cui si sospettava da anni: l'effetto transgenerazionale delle radiazioni.
Kikukula è una città ugandese. In Uganda, come in altre regioni africane, grandi multinazionali occidentali e non solo stanno acquistando terreni agricoli, cacciano le popolazioni che vi abitano e promuovono forme di business completamente estranee alle culture economiche locali. Il territorio ancora oggi come scenario di sfruttamento, competizione e lotta per la sopravvivenza e la sopraffazione.
Dopo quarantanni gli effetti di Chernobyl si stanno spostando sul piano genetico. Un nuovo studio ha acceso i riflettori su un fenomeno di cui si sospettava da anni: l'effetto transgenerazionale delle radiazioni.
Sembra che l’emergenza legata alla frana di Niscemi (Caltanissetta), nota sin dal 1997, non sia stato possibile prevenirla e gestirla a causa dei tempi di attraversamento dello Stretto di Messina. Per questo motivo, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha affermato che è importante ed urgente costruire il Ponte e non dirottare i fondi per aiutare le persone che hanno perso la loro casa, o rischiano di perderla, per il continuo arretramento del fronte della frana.
ancano poche settimane all’avvio dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, un evento atteso da anni e presentato come simbolo di rinascita e modernità. Ma alle porte delle Alpi, in un paesaggio già segnato dalla crisi climatica e dalle trasformazioni ambientali, questo mega-evento si intreccia sempre più con questioni strutturali: impatti climatici, costi pubblici, trasparenza delle opere e pressioni sul territorio che vanno ben oltre il periodo delle competizioni.
Lo sfruttamento industriale dei fondali oceanici sta entrando in una fase decisiva, ma le prime evidenze scientifiche mostrano che l’estrazione mineraria negli abissi (deep sea mining) ha impatti significativi e immediati sugli ecosistemi. Uno studio appena pubblicato su Nature Ecology & Evolution ha documentato per la prima volta gli effetti di un test di prelievo di minerali su larga scala sulla biodiversità dei fondali nella zona Clarion-Clipperton, nell’Oceano Pacifico.
L’area, situata tra Hawaii e Messico, è una delle regioni più ricche al mondo di noduli polimetallici: concrezioni minerali delle dimensioni di una patata, formatesi nel corso di milioni di anni e contenenti metalli considerati strategici per la transizione energetica e digitale, oltre che per applicazioni militari.
I noduli non sono solo una risorsa mineraria, ma costituiscono anche un habitat fondamentale: numerose specie – spugne, coralli molli, crostacei e microrganismi – vivono attaccate alla loro superficie o dipendono dalla loro presenza. La rimozione o la frammentazione dei noduli potrebbe quindi mettere seriamente a rischio la biodiversità degli ecosistemi abissali.
Dietro l’assedio statunitense sul Venezuela non c’è solo il petrolio – di cui il Paese vanta le più grandi riserve a livello mondiale -, ma anche minerali critici, tra cui coltan ed elementi di terre rare, spesso legati alla transizione ecologica. Tali risorse naturali sono state tirate in ballo nelle recenti trattative tra Caracas e Washington laddove Nicolás Maduro avrebbe “offerto di tutto” – parole di Trump – pur di restare al potere mentre a inizio novembre, all’American Business Forum, María Corina Machado ha parlato del suo Paese come hub energetico delle Americhe e prossima “frontiera dell’innovazione”.
Oggi, 6 maggio 2025, l’Italia celebra il suo «Overshoot Day». Ma c'è poco da festeggiare: si tratta, infatti, del giorno andiamo in debito con il Pianeta perché abbiamo consumato tutte le risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare in un anno. Iniziando, quindi, a sovrasfruttare le risorse e gli ecosistemi naturali.
L’Unione Europea si è posta obiettivi sfidanti in termini di riduzione dell’inquinamento da qui al 2030, ma il cammino da percorrere è ancora lungo, considerato che il Vecchio Continente registra progressi che non sono però ancora sufficienti. È quanto emerge dal secondo rapporto Zero Pollution Monitoring and Outlook pubblicato dalla Commissione europea insieme all’Agenzia europea dell’ambiente (Eea).
La decisione è l’ultima di una serie di misure per smantellare le politiche dell’amministrazione Biden. Obiettivo: ridurre le importazione di legno dal Canada. Scienziati e ambientalisti: “Effetti negativi sul clima”
Non solo la scure per i tagli alle spese pubbliche, ma anche la motosega per abbattere gli alberi. Nel weekend il presidente Usa Donald Trump ha approvato un ordine esecutivo che prevede l'abbattimento di migliaia di ettari di foreste americane, aggirando potenzialmente le indicazioni sulla protezione delle specie, nel tentativo di ottenere legname più velocemente e ridurre le importazioni dal Canada, Paese con cui è in corso un importante braccio di ferro sulla questione dazi. La direttiva voluta dal neo presidente Usa mira a soddisfare l'aumento di offerta interna di legname per avvantaggiare costruttori di case e industria edile. Dunque la motosega simbolo del presidente argentino Javier Milei, Trump la imbraccia per davvero: l'obiettivo è una "immediata espansione nella produzione di legname".