Si tratta di differenze di temperatura minime. Ma gli oceani scambiano enormi quantità di calore, quindi anche un leggero riscaldamento può indicare cambiamenti molto significativi nel flusso di energia tra l'oceano e l'atmosfera». Lo afferma Craig Donlon, scienziato dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, che ci conferma che anche la prossima estate, che partirà il 21 giugno nel giorno del suo solstizio, non sarà certamente tra le più fresche. Anzi, il contrario, con un’estate che dal lato climatico quest’anno è partita ampiamente in anticipo in molte aree del nostro pianeta, Europa compresa.