domenica 9 agosto 2015

L'ENCICLICA PAPALE SULLA TERRA. M. CACCIARI, Quello che non dice l’enciclica di Francesco, L'ESPRESSO, 26 giugno 2015

Di fronte a un documento pontificio che affronta pressoché la totalità dei problemi di ordine economico e sociale che affliggono Madre Terra e i suoi abitanti, con analisi e indicazioni di cura spinte fino al dettaglio, una domanda dovrebbe essere d’obbligo: vi è uno “spirito” che lo distingua da un discorso politico-culturale? In che cosa consiste la sua differenza specifica da un “pensiero ecologico” che da decenni si esercita, magari invano, intorno a sviluppo sostenibile, fonti rinnovabili, lotta allo spreco e “beni comuni”?

giovedì 6 agosto 2015

TERRITORIO ED ECOSISTEMA A RISCHIO IN UMBRIA. S. PALMUCCI, Ailanto, albero killer, IL GIORNALE DELL'UMBRIA, 4 agosto 2012



http://www.giornaledellumbria.it/article/article44074.html

L’ailanto (Ailanthus Altissima della famiglia delle Simaroubacee) è stato importato nel XVIII secolo dall’Asia orientale (Cina e Corea del Nord), per un tentativo di allevamento del lepidottero Philosamia cynthia, originario dell'estremo Oriente per la produzione della seta. Viene anche chiamato “Albero che arriva al cielo” o “Albero del Paradiso”, per la grande altezza che può raggiungere nelle isole Molucche (oceano Indiano), luogo originario di questa pianta. Può essere considerato una pianta ornamentale, ma è anche molto temuto come infestante, tanto che in Svizzera, è stato inserito nella “Lista Nera” delle piante esotiche invasive dalla commissione per la conservazione delle piante selvatiche. Si inselvatichisce facilmente, in particolare nelle zone periurbane, bordi stradali, stazioni e linee ferroviarie, zone industriali, ruderi, muri, aiole, margini forestali, prati naturali, arrivando agli 800 metri di altezza. Può provocare danni sia alle costruzioni, sia agli ambienti naturali e alla vegetazione indigena, creando ombra e invadendo il suolo con le radici, da cui può ricacciare abbondantemente, mentre i semi alati possono volare sul lunghe distanze. Tollera la presenza di sale nel suolo, la siccità e l’inquinamento atmosferico.
Fiorisce in giugno.

venerdì 31 luglio 2015

CURA DEL TERRITORIO E DELLO SPAZIO PUBBLICO. SPOLETO. SEGNALETICA STRADALE E CONTROLLI SULLA VELOCITA' DI DISCUTIBILE EFFICACIA. M. FAGOTTO, 31 luglio 2015

Chi abita, come me, a ridosso della "SR 418 Spoletina" che collega Spoleto a Baiano e ad Acquasparta sa bene cosa rischi chiunque tenti di incamminarsi lungo questa strada per raggiungere i vari esercizi commerciali che, ebbene si, la costeggiano all'interno del paese di S. Giovanni. Nonostante campeggino da tempo (come chiamarli?) due dissuasori di velocità all'ingresso e all'uscita in direzione Baiano, la strada è usata da molti automobilisti e motociclisti come un autodromo.

Questo può accadere sia di giorno che di notte. Naturalmente di giorno il rischio aumenta perché aumenta il numero di veicoli circolanti mentre in paese circolano a piedi molte persone anziane. Ad aumentare la pericolosità ci possono anche essere degli animali che attraversano la strada. Al momento si deve dire che non si sono registrati incidenti. Meglio così. Ma questo che significa? Che le cose vanno bene, che i controlli funzionano, che la segnaletica è efficace? Prendiamo la segnaletica. Chi viene da Spoleto può verificare che il segnale di limite di velocità di 50 compare tre volte: una prima volta all'altezza della cava di S. Chiodo;


(La scritta numerica è, in parte, rovinata)

giovedì 23 luglio 2015

TERRITORIO ITALIANO E INQUINAMENTO AMBIENTALE. BRESCIA. P. GORLANI, Pm10: la vita media dei bresciani è più corta di 18 mesi per le polveri, CORRIERE DELLA SERA, 23 luglio 2015

La mal’aria, ed in particolare le polveri sottili, sono un killer silenzioso ed implacabile. In grado di «uccidere» mediamente 437 bresciani l’anno. 
Questo il dato shock di un recentissimo studio dell’Asl di Brescia, che ha analizzato il numero degli accessi al pronto soccorso nei giorni dove l’aria è zeppa di pm 10 e 2,5. L’inquinamento atmosferico ha conseguenze dirette anche sulla spesa sanitaria: costa 12,5 milioni l’anno. È lo stesso Michele Magoni, responsabile dell’osservatorio epidemiologico dell’Asl, a fornire gli estremi per questo calcolo: se l’aria di città e provincia non fosse così inquinata dal 2000 al 2014 si sarebbero potuti evitare ben 58500 ricoveri per problemi respiratori, ognuno dei quali costa una media di 2500/3000 euro. Dal Duemila ad oggi quindi, la spesa sanitaria della «malaria» arriva a 175 milioni.

mercoledì 1 luglio 2015

RIFIUTI E POPOLAZIONI NATIVE. S. GARAVELLI, Quei rifiuti radioattivi nelle riserve indiane, IL MANIFESTO, 16 febbraio 2014

Le Nazioni unite condurranno uno studio sulle condizioni di vita dei nativi americani. Uno dei punti più scottanti riguarda i presunti depositi di scorie radioattive sotterrate in alcune riserve. Il poeta e attivista Cheyenne Lance Henson sta conducendo una battaglia per sapere la verità.

lunedì 15 giugno 2015

BIODIVERSITA' E POPOLAZIONI INDIGENE. SURVIVAL, Biodiversità, conservazione e popoli indigeni: perché i parchi hanno bisogno dei popoli, IL FATTO, 14 giugno 2015

L’80% della biodiversità terrestre si trova in territori abitati daipopoli indigeni, e la stragrande maggioranza dei 200 luoghi a più alta biodiversità del mondo si trova nelle terre indigene. Basterebbero solo questi due dati per affermare che i popoli indigeni sanno prendersi cura dei loro ambienti meglio di chiunque altro. Nel corso delle generazioni, hanno sviluppato stili di vita sostenibili e una conoscenza approfondita delle loro terre; e sono motivati a proteggerle più di chiunque altro, perché è dall’ambiente che dipende la loro sopravvivenza.
Baka_© Selcen Kucukustel_Atlas

martedì 19 maggio 2015

LEGGE SUI CRIMINI AMBIENTALI. F. Q., Ddl Ecoreati è legge. M5S: ‘Abbraccio a mamme Terra Fuochi’. Pd: ‘Giorno storico’, IL FATTO, 19 maggio 2015

Il provvedimento che che introduce nel codice penale i delitti contro l’ambiente è legge. Il Senato con 170 voti favorevoli, 20 contrari e 21 astenuti ha dato il via libera definitivo al testo sostenuto da Salvatore Micillo (M5S), Ermete Realacci (Pd)e Serena Pellegrino (Sel). A velocizzare i tempi è stata la collaborazione tra le parti politiche: i 5 Stelle hanno rinunciato ai propri emendamenti per permettere l’approvazione e il non ritorno a Montecitorio per l’ennesima lettura. Le altre richieste di modifica delle opposizioni sono invece state bocciate. 

martedì 5 maggio 2015

BRASILE. OMICIDIO POLITICO E DIFESA DELLE FORESTE. P. VIRTUANI, Amazzonia: assassinato leader indios anti-deforestazione, CORRIERE DELLA SERA,5 maggio 2015

Si chiamava Eusébio, era un leader degli indios Ka’apor dell’Alto Turiaçu che lottava contro la deforestazione dell’Amazzonia nello Stato brasiliano del Maranhão. È stato assassinato il 26 aprile con colpi sparati nella schiena da due uomini incappucciati a bordo di un moto. «Non è la prima volta che i Ka’apor denunciano di aver ricevuto minacce dalle imprese responsabili della deforestazione», dice in una nota Greenpeace, rilevando che almeno «dal 2008 i Ka’apor chiedono interventi contro il taglio illegale, ma sono state condotte solo sporadiche operazioni e non appena gli ispettori se ne sono andati l’attività criminale è ripresa». Cleber César Buzatto, segretario esecutivo del Consiglio missionario indigeno di Maranhão (Cimi), il 30 aprile è intervenuto a New York al Forum permanente dell’Onu delle popolazioni indigene per denunciare l’omicidio.