Kikukula è una città ugandese. In Uganda, come in altre regioni africane, grandi multinazionali occidentali e non solo stanno acquistando terreni agricoli, cacciano le popolazioni che vi abitano e promuovono forme di business completamente estranee alle culture economiche locali. Il territorio ancora oggi come scenario di sfruttamento, competizione e lotta per la sopravvivenza e la sopraffazione.
mercoledì 16 ottobre 2019
sabato 5 ottobre 2019
CLIMA DONNE E POTERI. P. NALLU, Dai potere ad una donna e rafforzi l’ecosistema, LA STAMPA, 5 ottobre 2019
Nelle ore del tardo pomeriggio, la luce accecante del giorno ha già lasciato il posto ai raggi morbidi e orizzontali che attraversano la valle di Beqaa in Libano. La luce gioca con i bambini, disegnando lunghe silhouette delle loro forme, mentre si rincorrono a vicenda. Quando la temperatura è fredda, gli anziani della comunità scendono nella parte bassa del rifugio rivolto verso moschea.
lunedì 26 agosto 2019
domenica 25 agosto 2019
AMAZZONIA IN FIAMME. DAL TG1 DEL 24 AGOSTO 2019.
Reportage sull'Amazzonia
TG 1 ore 20 del 24-08-2019
AMAZZONIA IN FIAMME. R. GIOVANNINI, Se l’Amazzonia brucia è colpa della cieca corsa al profitto, LA STAMPA, 25 agosto 2019
L’onda di fuoco che distrugge la foresta amazzonica, polmone di ossigeno e biodiversità, è stata rafforzata dalle scelte irresponsabili del presidente brasiliano Jair Bolsonaro.
Ma la sua causa più profonda è il sistema economico planetario, basato sulla ricerca del profitto e sullo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali. In queste settimane è stato fatto osservare come le fiamme servano a convertire la foresta pluviale in terreno adatto alle colture agroindustriali. A cominciare dalla soia, che alimenta milioni e milioni di maiali, la metà in Cina. Il recente film «Soyalism» dei giornalisti Stefano Liberti ed Enrico Parenti descrive bene questo meccanismo perverso e distruttivo, un Leviatano agroindustriale che mette in pericolo il futuro dell’umanità. Per evitare il disastro - così come si dovrebbe fare per l’emergenza climatica - servono azioni radicali ed efficaci. Servono fatti concreti. Non bastano certo le (molto pubblicizzate) promesse di futuri «comportamenti etici» delle grandi corporation, le stesse che hanno portato la Terra sull’orlo del collasso.
Ma la sua causa più profonda è il sistema economico planetario, basato sulla ricerca del profitto e sullo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali. In queste settimane è stato fatto osservare come le fiamme servano a convertire la foresta pluviale in terreno adatto alle colture agroindustriali. A cominciare dalla soia, che alimenta milioni e milioni di maiali, la metà in Cina. Il recente film «Soyalism» dei giornalisti Stefano Liberti ed Enrico Parenti descrive bene questo meccanismo perverso e distruttivo, un Leviatano agroindustriale che mette in pericolo il futuro dell’umanità. Per evitare il disastro - così come si dovrebbe fare per l’emergenza climatica - servono azioni radicali ed efficaci. Servono fatti concreti. Non bastano certo le (molto pubblicizzate) promesse di futuri «comportamenti etici» delle grandi corporation, le stesse che hanno portato la Terra sull’orlo del collasso.
venerdì 23 agosto 2019
AMAZZONIA IN FIAMME. S. CONSOLE, Un disegno per salvare l'Amazzonia: artisti uniti contro i roghi, REPUBBLICA.IT, 23 agosto 2019
Gli artisti di tutto il mondo, attraverso la loro creatività, si uniscono al grido #PrayforAmazonia per salvare la foresta pluviale amazzonica devastata dai roghi da mesi. L’appello, diffuso tramite social, sollecita un intervento immediato, con lo scopo di salvare il polmone della Terra.
domenica 4 agosto 2019
RISCALDAMENTO GLOBALE. GROENLANDIA. A. COCCHI, Groenlandia, fiumi d'acqua scorrono sul permafrost: ghiaccio si scioglie a velocità record, REPUBBLICA.IT, 3 agosto 2019
Fiumi che sorgono dal nulla e, da un momento all'altro, si estendono a perdita d'occhio, fino a generare imprevedibili laghetti pop-up. Scorrono, in questo scorcio di mezza estate, sopra la Groenlandia, o meglio su quel che resta del suo ghiaccio eterno, sempre più scuro e rattrappito, in una parola agonizzante.
Le immagini aeree arrivate in queste ore dalla piu grande isola del pianeta fanno impressione. Milioni - miliardi - di tonnellate d'acqua che stagnano o scivolano a valle, in una terra che, a tutt'oggi, rimane ricoperta per l'82 per cento dal manto bianco perenne. Vallate che nascono e svaniscono, da un momento all'altro, per riformarsi altrove, in un paesaggio dove la mutazione è diventata la regola.
immagine dal sito di Repubblica.it
https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2019/08/03/160513132-adfdf8a7-e2ec-4473-ae9f-c14c7c9f359f.jpg
Le immagini aeree arrivate in queste ore dalla piu grande isola del pianeta fanno impressione. Milioni - miliardi - di tonnellate d'acqua che stagnano o scivolano a valle, in una terra che, a tutt'oggi, rimane ricoperta per l'82 per cento dal manto bianco perenne. Vallate che nascono e svaniscono, da un momento all'altro, per riformarsi altrove, in un paesaggio dove la mutazione è diventata la regola.
lunedì 29 luglio 2019
RISORSE FINITE. S. MOROSI, Earth Overshoot Day 2019, dal 29 luglio abbiamo finito tutte le risorse annuali della Terra, CORRIERE.IT, 29 luglio 2019
Anche quest’anno l’Earth Overshoot Day arriva in anticipo rispetto ai dodici mesi precedenti. Nel 2019 il giorno in cui le risorse della Terra terminano e si inizia a dare fondo alle riserve del Pianeta è fissato al 29 luglio, anziché il 1 agosto come nel 2018. Trent'anni fa il «giorno-limite» cadeva in ottobre, vent'anni fa verso la fine di settembre. Ad annunciare la data è il «Global Footprint Network», un’organizzazione di ricerca internazionale che monitora l’impronta ecologica dell’uomo, che ha stimato che in media, tutto il mondo consumerà nel 2019 le risorse di 1,75 pianeti. Secondo il Gfn sono quattro i fattori chiave che delineano la domanda di risorse di un Paese: come questo edifica le città; come fornisce energia; come si nutrono i suoi cittadini e quanti abitanti conta. Abbiamo solo una Terra, non possiamo usare risorse pari a quelle di 1,75 pianeti Terra senza conseguenze distruttive», ha affermato Mathis Wackernagel, co-inventore della contabilità dell’impronta ecologica e fondatore del Global footprint network. «Le aziende e i Paesi che comprendono e gestiscono la realtà dell’operare in un contesto planetario sono in una posizione molto migliore per affrontare le sfide del 21esimo secolo».
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