martedì 25 ottobre 2011

Da un altro punto di vista COLOMBIA DESAI P., Il diritto alla terra prende voce, Il manifesto, 25 ottobre 2011

La home page apre con una raffica di notizie che difficilmente troverete sui grandi mezzi di comunicazione. Un video della protesta avvenuta giorni fa in Colombia contro una centrale idroelettrica a El Quimbo. Una testimonianza sullo sgombero forzato della popolazione contadina e indigena nella valle del Polochic in Guatemala.


lunedì 24 ottobre 2011

TURISMO SOSTENIBILE SERAFINI M., Turisti lasciano vestiti agli indios dell'Amazzonia: pericolo epidemie, CORRIERE DELLA SERA, 24 ottobre 2011

Una tribù incontattata senza difese immunitarie a rischio malattie nella foresta peruviana


Una denuncia di SURVIVAL INTERNATIONAL

Federalismo e territori Una inchiesta di REPORTIME

Bernardo Iovene, Il federalismo come non lo avete mai sentito, CORRIERE DELLA SERA, 23 ottobre 2011      

Se ognuno pensa per sè, l’Italia, come una famiglia patriarcale, si dissolve. Il federalismo visto dal costituzionalista Massimo Villone è una distribuzione equa delle risorse, a prescindere da dove si producono. Invece la spinta federalista in Italia è nata proprio sul concetto opposto: le tasse devono restare nei territori dove si producono. Non a caso con il governo di centro destra è stato istituito addirittura un ministero delle Riforme per il federalismo, il ministro è Umberto Bossi, della Lega Nord, ma nella delega ricevuta per svolgere le funzioni c’è scritto che può essere sostituito da Calderoli. E viceversa, Bossi può sostituire Calderoli

domenica 23 ottobre 2011

SOCIOLOGIA DELLO SPAZIO. SASSEN S., Sharp-Elbowed Cities, in NEWSWEEK MAGAZINE, 5 settembre 2008

Perché Europa ed Asia stanno sorpassando gli Stati uniti nella gara per creare i nuovi centri del commercio mondiale.
   La sociologa Sassen prende spunto dai risultati di uno studio della MasterCard che ha esaminato la classifica delle 75 città più competitive nel mondo globalizzato. Le città sono state individuate sulla base di 100 fattori come, ad esempio, l’efficacia dei sistemi politici e giudiziari, il numero di giorni che occorrono per aprire una attività, la vivibilità delle città e la loro capacità di riconoscibilità.

SAGGI. SPANO' M., Alla ricerca del genius loci del riconoscimento. Recensione a Angelo Torre, Luoghi, Donzelli, 2011), IL MANIFESTO, 18 ottobre 2011

«Si può urlare in un prato», ma «il popolo padano non esiste». Le recenti, commentatissime parole di Giorgio Napolitano potrebbero essere considerate un inconsapevole endorsement alla tesi metodologica che regge l'ultimo, imponente volume di Angelo Torre: la necessità di separare lo studio della località da quello dell'identità e dell'appartenenza (Luoghi. La produzione di località in età moderna e contemporanea, Donzelli, pp. 407, euro 29). Ovvero: considerare la località e i luoghi non già come alcunché di dato, ma come il prodotto di un qualche tipo di costruzione sociale e culturale; l'esito instabile di un esercizio in progress che mescola - quali suoi mezzi e prodotti - pratiche e diritti.

(Angelo Torre è professore Ordinario di Storia Moderna presso l'università del Piemonte orientale, Facoltà di scienze politiche e Coordinatore del curriculum ERACLITO della Laurea Magistrale EPPAC. email: angelo.torre@sp.unipmn.it )



GIOANETTO F., Contro le "nuove piantagioni", IL MANIFESTO, 22 ottobre 2011

Si chiama «progetto di piantagioni di nuova generazione», ma il nome è ingannevole. Si tratta del progetto promosso dagli enti forestali di alcuni governi (Cina, Svezia e Regno unito), un pool di aziende interbazionali del settore (Forestal Mininco/Cmpc, Masisa, Fibria, Mondi, Portucel, Sabah Forestal Industries, Veracel, Stora Enso, Upm-Kymmene), e sostenuto anche dal Wwf, una delle più note organizzazioni ambientaliste internazionali. Il Ngpp (acronimo di «new generation plantation project») consiste nel definire «pratiche sostenibili» per la gestione di piantagioni, e promuoverle presso le aziende forestali, le autorità governative, gli investitori per «promuovere l'adozione delle migliori pratiche nelle piantagioni forestali»: così si legge sul sito del Wwf.


Da un altro punto di vista MESSICO GIOANETTO F., La battaglia degli Yaqui di Sonora, IL MANIFESTO, 19 ottobre 2011

Chi dice tribu yaqui dice resistenza, fin da quando gli spagnoli nel 1621 arrivarono in quel che fu poi chiamato Messico. Gli yaqui continuarono a resistere negli anni che seguirono, subirono una guerra di sterminio, deportazioni in altri stati e appropriazioni di terre da parte dei sempre piú numerosi invasori e coloni. Oggi questa agguerrita nazionalitá indígena di 50 mila persone, stabilita nel sud dello stato messicano di Sonora, possiede legalmente 485 mila ettari di terra, 25 mila dei quali coltivabili. Il dettaglio però è la disponibilitá dell'acqua, sempre piú scarsa in queste contrade desertiche.



Da un altro punto di vista. AFRICA. FRANCHI G., Accaparramento "responsabile", IL MANIFESTO, 18 ottobre 2011

La Banca mondiale favorisce il fenomeno definito land grabbing, accaparramento di terre? Pare proprio di sì. La Banca Mondiale è la banca per i poveri - o così pretende, con evidente ossimoro. Allora viene da chiedersi chi sono, oggi, i sempre più poveri a cui la crisi globale dal 2007 sta dando il colpo di grazia e che la Banca Mondiale avrebbe il compito di accompagnare in questa fase di crisi acuta.