Kikukula è una città ugandese. In Uganda, come in altre regioni africane, grandi multinazionali occidentali e non solo stanno acquistando terreni agricoli, cacciano le popolazioni che vi abitano e promuovono forme di business completamente estranee alle culture economiche locali. Il territorio ancora oggi come scenario di sfruttamento, competizione e lotta per la sopravvivenza e la sopraffazione.
sabato 21 luglio 2012
venerdì 20 luglio 2012
SPIAGGE PRIVATIZZATE. VALENTINI G., Addio alla spiaggia libera, arrivano i padroni del mare, LA REPUBBLICA, 14 luglio 2012
SONO un bene comune, ma costituiscono un affare privato. Anche se appartengono giuridicamente allo Stato, e quindi a tutti i cittadini, le spiagge italiane vengono sfruttate - sul piano ambientale ed economico - da 30 mila aziende titolari delle concessioni demaniali con un esercito di 600 mila operatori, compresi quelli dell'indotto.
sabato 14 luglio 2012
TERRE COMUNI E IL COMITATO TERRE COMUNI CALABRESI. MES. S., "Terre comuni, una lotta necessaria in calabria". Parla la sociologa Elisabetta Della Corte, IL MANIFESTO, 12 luglio 2012
Parla la sociologa Elisabetta Della Corte
La proprietà collettiva è l'unica proprietà riconosciuta ancora alle collettività locali. Una proprietà che è pubblica e privata, di tutti e di nessuno. Che proviene alle genti per diritto naturale. Se girassimo tre le montagne delle Marche e dell'Abruzzo, dell'Umbria e della Romagna, della Garfagnana e del Casentino toscani, dal nord al Sud di questa povera Italia, dall'arco alpino ligure-piemontese al veneto-friulano, dai monti del Trentino fino all'appennino calabro e lucano vedremmo che la gente è orgogliosa di poter fruire liberamente di questa proprietà. Liberamente!venerdì 13 luglio 2012
L' ECOSISTEMA COME PRODOTTO DI INVESTIMENTI FINANZIARI. TRICARICO A., La Wall Street degli ecosistemi, IL MANIFESTO, 12 luglio 2012
Alla fine di giugno il gestore americano di fondi privati Ecosystem Investment Partners ha annunciato di aver raggiunto l'obiettivo di racimolare sui mercati di capitali 180 milioni di dollari. Una grossa cifra, destinata a investimenti in progetti negli Stati Uniti associati con le compensazioni - in inglese offset - per gli impatti ambientali provocati da alcune delle opere previste e con stanziamenti a favore del mantenimento di aree protette, in particolare di zone umide. La ditta per la gestione di fondi di private equity è stata creata nel 2006 proprio con il fine di capitalizzare sui mercati del pagamento dei servizi ambientali forniti dagli ecosistemi, il tutto nei contesti di mitigazione degli impatti su terre umide, fiumi e habitat di specie in pericolo. Insomma un pioniere della cosiddetta economia verde in versione finanziaria.
http://www.ecosystempartners.com/
http://www.ecosystempartners.com/
mercoledì 11 luglio 2012
CAPITALISMO E SPAZIO METROPOLITANO. MEZZADRA S., I predatori metropolitani. Su David Harvey, IL MANIFESTO, 10 luglio 2012
«Il capitalismo contro il diritto alla città», l'ultimo lavoro del geografo di origine inglese mette al centro la spinosa «questione urbana», rivisitata alla luce del funzionamento dei mercati finanziari internazionali
lunedì 9 luglio 2012
METROPOLI E RICCHEZZA. TAINO D., Milano fuori dal vertice nel 2025, IL CORRIERE DELLA SERA, 9 luglio 2012
Adesso è tredicesima. «Il centro di gravità si sposta a Est»
NEW YORK - Forse non dovremmo avere troppa paura del futuro. Sarà complicato, ma potrebbe sorprenderci in positivo. Un ampio e approfondito studio del McKinsey Global Institute ha colto una tendenza che conferma sì i cambiamenti destabilizzanti in corso sul pianeta, ma indica che probabilmente saranno per il meglio. Si tratta dell'urbanizzazione, un fenomeno che è stato la chiave dello sviluppo in passato e che oggi sta avvenendo a una velocità nemmeno immaginata prima. Ciò sposta il peso dell'economia globale verso i Paesi emergenti e verso Est, ma non indica un declino assoluto dell'Occidente. In più, presenta opportunità senza precedenti.
sabato 7 luglio 2012
TERRITORI ARTICI E PETROLIO. MANES L., Artico ultima frontiera petrolifera, IL MANIFESTO, 6 luglio 2012
L'Artico è ormai divenuta una delle ultime frontiere del petrolio. La diminuzione delle riserve in numerosi punti del Pianeta sta infatti spingendo le oil corporation a cercare nuove fonti di approvvigionamento. Poco importa se in località "estreme" e con ecosistemi molto delicati. Come appunto la regione dell'Artico, dove in prima linea c'è, tra le altre, l'anglo-olandese Shell. Le sue attività nei freddi mari dell'estremo nord del globo sono state fortemente criticate da un rapporto appena reso pubblico dalla Ong inglese Platform. In Out in the Cold si denunciano i pesanti impatti ambientali legati alla trivellazione dei fondali dell'Alaska e delle altre località vicine al Polo, dove si celerebbero ingenti quantità di oro nero.
ACCAPARRAMENTO DI TERRE. MANES L., «Land grab» in salsa italiana, IL MANIFESTO, 3 luglio 2012
C'è un dato che emerge chiaro e lampante scorrendo il nuovo rapporto dell'associazione Re:Common (www.recommon.org) intitolato «Gli Arraffa Terre»: l'Italia è seconda solo al Regno Unito tra gli Stati europei più attivi nella discutibile pratica del land grab. L'accaparramento dei terreni agricoli negli ultimi anni ha vissuto un vero e proprio boom, anche a causa della crisi che attanaglia il pianeta. Gli appezzamenti di terra, infatti, sono visti sempre più spesso come un bene rifugio per gli investitori, che però, come nel caso degli italiani, hanno scoperto anche un altro affare lucroso: quello degli agro-combustibili.
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