Nigro signanda lapillo . I giorni da segnare con pietruzza nera si vanno facendo sempre più numerosi. Quasi tutti, forse, almeno per la mia percezione del tempo, sono giorni nefas (infausti), quantunque il calendario non li indichi, né certamente li personalizzi. Ma il prodigio è che di tanto in tanto un istante di felicità indicibile riesca a passare al di là della cortina di ferro del mal-di-vivere, illuminando tutto.
Kikukula è una città ugandese. In Uganda, come in altre regioni africane, grandi multinazionali occidentali e non solo stanno acquistando terreni agricoli, cacciano le popolazioni che vi abitano e promuovono forme di business completamente estranee alle culture economiche locali. Il territorio ancora oggi come scenario di sfruttamento, competizione e lotta per la sopravvivenza e la sopraffazione.
martedì 7 febbraio 2012
lunedì 6 febbraio 2012
NEVE ED UMANI. ARMINIO F., L'inverno grigio del nostro scontento, IL MANIFESTO, 6 febbraio 2012
La neve di questi giorni sembra svelare lo stato inerte della nazione. Toni apocalittici per parlare della neve d'inverno, e recriminazioni sulla mancanza del pubblico che da tempo è stato sacrificato sull'altare degli interessi individuali. Io, invece, ho visto un topolino...
Franco Arminio è poeta, documentarista, animatore campano.
domenica 5 febbraio 2012
NEVE ED IMPOTENZA UMANA. CHIESA G., Riflessioni attorno alla nevicata, IL FATTO, 5 febbraio 2012
sabato 4 febbraio 2012
FRANCIA/PARIGI. QUARTIERI PER RICCHI. MONTEFIORI S., Filo spinato e guardie, ecco il «ghetto» IL CORRIERE DELLA SERA, 31 gennaio 2011
PARIGI - L'autobus della linea 52 ferma a pochi metri dalla sbarra e dai divieti di ingresso, e a due passi c'è la fermata del métro. La città intorno vive a un ritmo un po' più rallentato rispetto ai quartieri turistici (la Tour Eiffel non è lontana) o a quelli multietnici come Barbès, ma ci sono pur sempre i soliti tabacchini e supermercati. Villa Montmorency, la più insospettabile delle gated community (comunità chiusa) europee, si è ricavata uno spazio inviolabile proprio qui, all'interno della Parigi già malinconica e alto borghese del XVI arrondissement, quella fotografata con maestria e benevolenza da Vittorio Storaro in «Ultimo Tango», e bollata dai parigini più inclini all'invidia sociale come «il quartiere dei ricchi»: ambasciate, consolati, sedi di rappresentanza delle grandi società (Eads, per esempio), condomini per famiglie molto benestanti, scarsa diversità sociale e zero vita notturna. Un mortorio, insomma.
FRANCIA/PARIGI. QUARTIERI PER RICCHI. CACACE L., Villa Montmorency, il quartiere dei ricchi più esclusivo di Parigi, MY LUXURY BLOG
Se c’è una città che fa sognare è Parigi, ma al suo interno esiste anche un quartiere che racchiude bellezza e ricchezza, tanto da essere chiamato “il quartiere dei ricchi“. È Villa Montmorency, zona residenziale che vanta il maggior numero di miliardari della città. Situato nel cuore del XVI arrondissement, a pochi passi dalla Tour Eiffel è circondato da condomini di ricche famiglie, ambasciate e consolati, oltre a sedi di rappresentanza di grandi aziende. Qui vivono i più ricchi della capitale francese e a nessuno che non sia invitato è consentito l’accesso alle sue strade, sempre controllate in modo da non disturbare la privacy dei residenti.
CLIMA E NEVE. BALOCCO F., Neve in città, l’uomo sempre meno naturale , IL FATTO, 3 febbraio 2012
Quando ero bambino e vivevo in Liguria, ricordo che non era poi tanto inusuale vedere cadere i fiocchi di neve. Rimembro come in un film il mio viso incantato col naso appiccicato al vetro della finestra: la neve era fiabesca. Le dedicai anche una poesia. E la gente mica si lamentava quando cadeva. Memore del suo essere contadino, la riteneva un fenomeno naturale.
BIODIESEL. DESAI P., Biodiesel, peggio del petrolio, IL MANIFESTO, 2 febbraio 2012
Altroché «benzina verde». Gli agrocombustibili sono più sporchi, in termini di emissioni di gas di serra, di molti combustibili fossili, se si include nel conto la deforestazione che inducono - per la precisione, il«cambiamento d'uso indiretto dei terreni». A dirlo sono dati raccolti dalla Commissione europea, che sta preparando una nuova direttiva sui «biocarburanti» e per questo ha stimato l'impatto di queste benzine: la nuova legislazione è attesa in primavera, ma intanto alcuni dati di quello studio sono filtrati, e sono arrivati alla rete di ong europee EurActiv. E sono dati che demoliscono l'idea che gli agrocarburanti siano un'alternativa «sostenibile».
mercoledì 1 febbraio 2012
ITALIA. TERRITORIO E URBANIZZAZIONE. FAGNANI G.M., L'Italia che scompare: è il consumo di suolo il nemico numero uno dell'ambiente, IL CORRIERE DELLA SERA, 1 febbraio 2012
Inquinamento, caccia e incendi dolosi sono mali minori
MILANO - L’inquinamento, la caccia, gli incendi dolosi sono i mali minori contro i quali la natura in Italia si trova a dover fare i conti. Il peggiore? È il consumo di suolo: la copertura di terreni vergini o agricoli con asfalto e cemento per costruire case, industrie, strade o grandi arterie autostradali. In Emilia Romagna tra il 1954 e il 2008 sono spariti 9 ettari di suolo al giorno. In Sardegna l’incremento di terreno urbanizzato è cresciuto del 1.154% rispetto agli anni Cinquanta. E le città continuano a ampliarsi nonostante migliaia di residenti scelgano ogni anno di andare a vivere altrove: per ogni abitante «perso» la città cresce invece di 800 metri quadrati. Se il processo non verrà governato, nei prossimi vent’anni si perderanno 75 ettari al giorno.
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