giovedì 4 marzo 2021

SOSTENIBILITA' E IPOCRISIA. G. AMENDOLA, Sostenibilità, basta con questo imbroglio: pure i peggiori inquinatori ora sono verdi che più verdi non si può, IL FATTO, 4 MARZO 2021

 Adesso basta con questo imbroglio per cui tutti, anche se sono i peggiori inquinatori, diventano di colpo così verdi che più verdi non si può. La parola magica che lo consente è “sostenibile”. Ormai è tutto “sostenibile”: le auto, l’agricoltura, la pesca, la finanza, la moda…. e chi più ne ha più ne metta. Ma, se poi andiamo a vedere, si tratta quasi sempre di apparenza o di minime ed irrilevanti modifiche palesemente finalizzate ad aumentare vendite, consumi e profitti, senza intaccare realmente l’attuale modello di sviluppo i cui effetti stiamo duramente pagando in termini di salute e di qualità della vita.

SANREMO E L'INSENSIBILITA' ECOLOGICA. P. MARTINI, Sanremo 2021, sul palco la fiera dello spreco. E noi paghiamo, IL FATTO, 4 marzo 2021

 Sono solo canzonette, ma possono raccontarci molte cose. In un mondo dove persino i governi e i sistemi di potere economico-finanziari occidentali scoprono la necessità di una transizione ecologica, la Rai non ha colto affatto l’occasione del festival di Sanremo, evento televisivo clou dell’anno, per mostrare la dovuta sensibilità nei confronti di questa svolta epocale. Anzi, tra quegli orribili palloncini in platea e la consueta scenografia-monstre firmata da Gaetano e Maria Chiara Castelli, tutta impostata su un’illuminazione allucinante, Sanremo 2021 sembra quasi l’apologia estetica dello spreco fuori tempo massimo.

sabato 23 gennaio 2021

BRESCIA CITTA' PIU' INQUINATA D'EUROPA. L. MARTINELLI, Brescia nella morsa dei veleni, è la città più inquinata d’Europa, IL MANIFESTO, 21 gennaio 2021

 La mal’aria uccide e in Italia lo fa colpendo in particolare chi vive nelle città della Pianura Padana. Brescia, Bergamo, Vicenza e Saranno (VA) sono tra le prime dieci città in Europa dove si muore di eccesso di polveri sottili, le PM2.5 che presentano un’«alta capacità di penetrazione nelle vie respiratorie» come spiega l’Ispra nell’annuario dei dati ambientali. A Brescia, in particolare, le polveri sottili sono responsabili del 15 per cento delle morti naturali. A ribadire la gravità della situazione, dopo il recente rapporto 2020 dell’Agenzia europea dell’Ambiente, arriva uno stud pubblicato il 19 gennaio sulla rivista scientifica Lancet Planet Health 2021, il primo paper a stimare il numero di morti premature o in eccesso legate all’inquinamento atmosferico in circa un migliaio di città europee.

AMBIENTE INQUINAMENTO LOMBARDIA. L. ZACCHETTI, La Lombardia ha un’aria irrespirabile: collaborerà per migliorare la situazione di Milano?, IL FATTO, 22 gennaio 2021

 I pessimi dati relativi all’inquinamento in Lombardia devono necessariamente fare riflettere, anche perché è francamente sbalorditivo che si superi per quattro giorni consecutivi il limite di 50 µg/m³ di Pm10 mentre è in vigore la zona rossa.

mercoledì 20 gennaio 2021

AMBIENTE E PIANI GOVERNATIVI. F. BOERO, La transizione verde non ha senso senza natura: eppure è la grande assente del Piano di Ripres, IL FATTO, 18 gennaio 2021

 Ho appena finito di ascoltare il discorso di Giuseppe Conte al Parlamento. Premetto, ritengo che il Presidente del Consiglio sia la persona più indicata a gestire il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per l’utilizzo di enormi risorse che arriveranno per merito del suo governo e delle sue personali visite a Bruxelles. Ho letto l’ultima versione del Pnrr e le linee guida che la Commissione ha emanato per la sua redazione. I capisaldi identificati dalla Commissione sono quattro, e uno riguarda la transizione verde e digitale.

La transizione verde prevede sei pilastri:
1 – mitigazione del cambiamento climatico,
2 – adattamento al cambiamento climatico,
3 – protezione e uso sostenibile delle risorse acquatiche e marine,
4 – transizione all’economia circolare,
5 – prevenzione e controllo dell’inquinamento,
6 – protezione e restauro della biodiversità e degli ecosistemi.

sabato 12 dicembre 2020

INFORMATIZZAZIONE DELLA SOCIETA' E IMPATTO AMBIENTALE. J- D'ALESSANDRO, La quarta nazione al mondo, REPUBBLICA.IT, 12 dicembre 2020

"Stimare quel che accade, con precisione, è il primo passo per migliorare la situazione. E noi non lo stiamo facendo". Yoshua Bengio, in collegamento da Montreal, lo dice senza girarci troppo attorno. L'informatico parigino d'adozione canadese, Premio Turing nel 2018 per le sue ricerche sull'intelligenza artificiale, sta vedendo crescere a dismisura l'uso del mondo digitale e degli algoritmi senza che nessuno si chieda quanta energia assorbono e quanto gas serra producono. "Quantità enormi, con buona probabilità", prosegue Bengio. "Per averne un'idea e per arrivare a una qualsiasi possibile regolamentazione, bisogna iniziare a misurare". E' nata così l'idea di CodeCarbon, sviluppato nel suo Montreal Institute for Learning Algorithms (Mila), assieme Bcg Gamma, Haverford College e Comet. Un software opensource leggero e ovviamente gratuito che una volta scaricato stima l'impatto ambientale mentre si sviluppano software e sistemi di apprendimento delle macchine, stabilendo quanti processori si usano e stimano in base alla zona nella quale ci si trova se si sta usando o meno energia da fonti rinnovabili. "Non ci sono standard per tracciare il consumo di energia nel software", prosegue l'informatico. "Le stime sono solo generiche. Nessuno sa davvero quando il digitale consuma in maniera precisa, dai singoli computer che usiamo a casa ai data center dai quali arrivano tutti i ostri servizi digitali. Abbiamo solo idee vaghe". La quarta nazione al mondo. Idee vaghe ma con un ordine di grandezza che è da nazione di primordine in fatto di inquinamento: più del Giappone e meno dell'India. Il Web, fra gadget hi-tech, server e algoritmi, entra a pieno titolo nella classifica dei Paesi più importanti in fatto di CO2. Ne produrrebbe circa un miliardo e 850 milioni di tonnellate cubiche all'anno. Significa 400 grammi per ogni utente di Internet. Volendolo inserire nella graduatoria elaborata dal Global Carbon Project, il Paese del digitale si piazzerebbe al quarto posto dopo Cina, Stati Uniti e appunto India stando alle stime. Insomma, l'uso o l'abuso di social network, videochiamate, chat e videogame online ha una sua impronta di carbonio non marginale, un mondo che assorbe un'enorme quantità di energia. Solo lo streaming video arriverebbe a circa 300 milioni di tonnellate, più di quanto faccia la Spagna. In Inghilterra hanno calcolato ad esempio che se la popolazione prestasse più attenzione alle email, evitando di inviare quelle che non sono necessarie dove magari c'è solo un "grazie", equivarrebbe al togliere dalle strade 3.300 macchine diesel. Ma è ovvio che il grosso non arriva dalla posta elettronica, anche se bisogna moltiplicare per gli oltre quattro miliardi di persone che oggi usano Internet e ricordando che di media ogni utente riceve tremila messaggi fra sottoscrizioni email indesiderate. La parte maggiore del danno lo fanno i computer, da tavolo o portatili, e gli schermi che si prendono circa il 40 per cento dei consumi. E poi server e data center, l'infrastruttura del Web, che valgono un altro 30 per cento. Secondo la Lancaster University, considerando tutti i gadget digitali che usiamo e aggiungendo Internet, si arriva al 3,7 per cento delle emissioni di gas serra nell'atmosfera che ammontano in totale a circa 50 miliardi di tonnellate cubiche. La tecnologia che ruota attorno alla Rete, ha lo stesso peso del traffico aereo quando era a pieno regime lo scorso anno (...) CONTINUA https://www.repubblica.it/green-and-blue/2020/12/12/news/ecco_quanto_consuma_la_quarta_nazione_al_mondo_il_web-275451443/?ref=RHTP-BH-I278005977-P7-S4-T1 regime lo scorso anno.

martedì 29 settembre 2020

INQUINAMENTO EMISSIONI E PANDEMIA. DA REPUBBLICA.IT, 29 settembre 2020

Secondo l'Intergovernmental Panel on Climate Change, le riduzioni cumulative adottate durante la pandemia sarebbero necessarie ogni anno per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi entro il 2030.


https://www.ipcc.ch/